Wine Research Team: la viticoltura e l’enologia del futuro

da | 28 Nov 2020 | News

Wine Research Team

l vino del futuro? Di altissima qualità e con un elevato profilo di sostenibilità ambientale ma anche salutistica. 

Consumatori sempre più esigenti e informati ed un mercato in continua evoluzione sono solo due degli aspetti con cui la viticoltura contemporanea è chiamata a misurarsi, in un quadro reso ancor più complicato dagli effetti del cambiamento climatico. Il riscaldamento globale, con nubifragi sempre più frequenti, venti forti e grandinate violente, ondate di calore eccessivo e lunghi periodi senza piogge, si ripercuote infatti sulla produttività e sulla qualità delle uve.

Come ci si attrezza, dunque, per far fronte a queste sfide sempre più complicate? Una risposta viene dal “WRT”, acronimo di Wine Research Team, progetto tutto italiano che si propone come nuova frontiera della viticoltura e dell’enologia. Un progetto ideato nel 2012 da Riccardo Cotarella, presidente di Assoenologi e dell’Union International des Oenologues, per ripensare l’enologia del futuro, puntando su Ricerca scientifica e Ricerca applicata. Il logo di WRT rivela l’essenza stessa del progetto: una barca con una vela spiegata a simboleggiare la sfida tra uomo e Natura.

Dopo le prime sperimentazioni, il progetto vede la luce nel 2014 con la costituzione della associazione di rete Wine Research Team: un gruppo di aziende italiane, di ogni dimensione, dalle piccole alle cooperative, che decidono di farsi carico della ricerca e di condividere esperienze e conoscenze. Oggi la rete conta più di 40 produttori sparsi lungo tutto lo Stivale, ma anche altri fuori dai confini nazionali, che puntano sulla ricerca scientifica col fine di unire l’eccellenza produttiva alla ricerca applicata, in un’ottica di sostenibilità territoriale, viticolo-enologica ed economica.

Innovazione, Sostenibilità, Ricerca, dunque, le tre parole chiave del progetto che ha sviluppato nuovi protocolli produttivi, procedure da seguire rigorosamente in vigna e in cantina, per ottenere vini di qualità sempre più elevata, nel massimo rispetto del territorio e soprattutto dell’ambiente. Attività concrete che hanno già consentito in questi primi sei anni di vita di raggiungere traguardi innovativi come la produzione di vini senza solfiti. Numerosi i progetti a cui si sta lavorando: dalle sperimentazioni sugli induttori di resistenza per ridurre il ricorso alla chimica, agli interventi sui portinnesti per contrastare la siccità e il calcare; dallo studio di vitigni e cultivar resistenti alle malattie alle nuove tecniche di appassimento, solo per citarne alcuni. E, aspetto anche questo innovativo, una piattaforma di raccolta dati su tutti i lavori del team, che rende bene l’idea di un lavoro di sistema.  La rete è supportata da un Comitato Scientifico di cui fanno parte tecnici e ricercatori del panorama viticolo-enologico italiano e internazionale tra cui lo stesso Cotarella, il professore Attilio Scienza, luminare nella viticoltura ed enologia mondiale e il Premio Nobel per la Pace e membro dell’Intergovernmental Panel on Climate Change, Riccardo Valentini.

Condividere dati e know-how da trasferire in protocolli operativi seguendo il faro del rigore della ricerca scientifica, per sostenere il lavoro di produttori e vignaioli nella loro attività di valorizzazione di vitigni e territori: la strada che porta al futuro è quella del fare rete.

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