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21 Aprile 2024

Vitea, l’arte della semplicità

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Cinque generazioni di viticoltori, più di cento anni di storia. Padri e figli uniti dalla stessa passione per la viticoltura e l’enologia. Nel corso del tempo abbiamo imparato a conoscere il territorio, selezionato i vitigni migliori, osservato la loro vocazione. Negli anni settanta abbiamo ambito a produrre vini D.O.C. di alta qualità in bottiglia. Abbiamo investito nei sistemi di vinificazione e nella tecnologia. Abbiamo creduto nella possibilità di una viticoltura ecosostenibile e nella produzione di vini autentici e genuini. Abbiamo aspirato a superare i confini dell’Italia e portare la nostra storia in diversi paese del mondo. Oggi Vitea è tutto questo: una famiglia con solide radici nel passato, che vive il presente, pensando al futuro.

Le origini

Le origini certe della nostra discendenza in Val Versa risalgono al 1895, quando il nostro trisavolo Antonio Faravelli, originario di Soriasco, sposò una giovane vedova, proprietaria di alcuni terreni nel comune di Montù Beccaria. Quattro anni dopo la loro unione nacque Edoardo. Al suo ritorno dalla Prima Grande Guerra Edoardo si trasferì con la famiglia a Montù. Lì i suoi figli, Tullio e Maria, impararono il duro lavoro dei campi e l’umiltà di una vita contadina. Con il passare degli anni le viti sostituirono sempre più il grano, gli ortaggi e l’erba medica, la produzione aumentò e la famiglia cominciò a vendere le proprie uve alla cantina sociale di Montescano.

Quando fu abbastanza grande, Tullio capì che la viticoltura era ciò che più lo appassionava.  Selezionò quindi vitigni di Croatina, Barbera e Pinot Nero e abbandonò definitivamente le altre colture. Negli anni Settanta, insieme al primogenito Antonio, pigiò la propria uva e nella piccola cantina sotto casa padre e figlio imbottigliarono le prime duecento bottiglie di vino.  Il ricordo di quelle giornate e l’entusiasmo che le accompagnava sono ancora vivi nella memoria. Trascinati dalla soddisfazione per il traguardo raggiunto investirono nella qualità dei sistemi di vinificazione: acquistarono la prima imbottigliatrice semiautomatica e piccole vasche di cemento.

I primi anni Ottanta furono gli anni dello sviluppo. Antonio ed il fratello minore presero in mano le redini dell’azienda, la ampliarono e la modernizzarono. Nel 1981 Antonio e Patrizia si sposarono. La famiglia viveva all’interno della tenuta ed i loro figli crebbero insieme alle viti ed al profumo dei mosti.

Nel 2007 l’azienda agricola “Faravelli Tullio e Figli” cessò la propria attività per consentire ai due fratelli di seguire le loro strade. Antonio rimase a Montù Beccaria ed insieme al figlio Stefano diede vita a Cantine Vitea. L’azienda iniziò l’attività nella primavera del 2008, dopo un importante lavoro di ristrutturazione e ammodernamento, che riguardò principalmente la cantina. L’obiettivo era di dotarsi di macchine enologiche e sistemi tecnologici efficienti, in grado di supportare una produzione di eccellenza.

In questi ultimi dieci anni Vitea è diventata sinonimo di qualità e genuinità a livello internazionale. Oggi Stefano e la sorella Gaia sono eredi di una tradizione secolare ed hanno scelto di seguire la strada dei loro avi per tramandarne la profonda conoscenza ai posteri.

I vigneti

Nonostante abbia antiche origini, Cantine Vitea è una realtà giovane e dinamica in Oltrepò Pavese. Dal 2007 l’azienda ha vissuto diversi cambiamenti, che la rendono oggi un gioiello nel cuore della Val Versa. Il suo posizionamento geografico, sul confine con Santa Maria della Versa, gli consente di avere vigneti ben esposti al sole, ad una altitudine che varia dai 230 ai 275 m s.l.m., caratterizzati da un terreno di tipo argilloso – calcareo. Con una estensione di circa dieci ettari quasi totalmente in un unico corpo, la vigna circonda la cantina e viene condotta secondo i disciplinari della Difesa Integrata (Misura 10.1.01 PSR EU). Tutti i lavori in campagna avvengono, quindi, secondo criteri di cura e rispetto per il territorio. Questa attenzione si traduce in un vino sano e genuino.

La complessità paesaggistica e storica

L’Oltrepò Pavese, unico territorio lombardo a sud del fiume Po, incuneato nell’Appennino tra Emilia e Piemonte, è un territorio vasto, ricco di paesaggi differenti: la riva del Po, la pianura padana, le colline e la montagna. Il verde dei vigneti lascia posto a boschi di querce, castagni e faggi, salendo le ripidi pendici dei monti fino alle vette, dove, in alcuni punti, si può vedere il mare della Liguria. La sua forma di grappolo ha la punta sulle alture appenniniche dei monti Chiappo, Lesima e Penice.

La diversificazione geomorfologica si accompagna ad una storia complessa, che ha visto il succedersi di diversi tenimenti feudali (ricordiamo i Malaspina), dei poteri influenti di vescovi e abati (San Colombano di Bobbio), delle mire espansionistiche di Pavia e Piacenza, dei domini delle casate (Visconti, Sforza, Beccaria, Dal Verme, sono soltanto alcune), delle devastazioni degli eserciti di passaggio nella zona. Questa complessità si manifesta anche in aperture linguistiche e culturali non comuni, ma tipiche delle diverse aree.

Marco Sutter
Marco Sutterhttps://wineandtravel.it
Editore da sempre e giornalista dal 1999 ha congiunto le due professioni ideando progetti editoriali e dirigendo diverse redazioni ricoprendo il ruolo di Direttore Responsabile e Direttore Editoriale di settimanali e mensili ad alta tiratura nazionale, portando in Italia diversi progetti editoriali quali Food and Travel e altre testate. Ad oggi dirige diverse testate giornalistiche, sia cartacee che digital, ed è il founder/publisher di diversi progetti editoriali ed imprenditoriali nei seguenti settori: food, wine, beverage, travel, hospitality, golf, fashion, luxury, e altri. Mail - marco.sutter@wineandtravel.it

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