Un viaggio esperienziale per conoscere l’Italia e il mondo attraverso l’universo del vino

Temperatura di servizio

Temperatura di servizio
A cura di Alberto Piras
26 Mag, 2020

Un grande vino alla sbagliata temperatura può drasticamente cambiare le sue peculiarità, è per questo che reputo la riuscita finale di una bottiglia anche dalla sua temperatura di servizio.

Le classiche tabelle che troviamo come indice sono sicuramente un ottimo punto di partenza, ma penso che il lavoro certosino di ogni sommelier sia quello di servire ogni singola bottiglia alla propria giusta temperatura.

Ed è cosi che prendo come esempio un grande metodo classico millesimato che con il troppo freddo potrebbe perdere alcune delle sue sfumature più belle, lo stesso possiamo dirlo di un bianco da lungo invecchiamento; al contrario alcuni vitigni rossi come pinot nero o nerello mascalese, ad esempio, prediligono una temperatura più bassa per esaltarne l’acidità, la bevibilità e la piacevolezza, parametri generali che si adattano bene anche ad altre tipologie di uve ovviamente.


Deduciamo quindi che la bassa temperatura favorisce quelle che nel vino sono chiamate “durezze” (tannino, acidità e sapidità) mentre le temperature più alte facilitano l’apprezzamento delle “morbidezze” (zuccheri, alcoli e polialcoli).

A noi il compito e il piacere di decidere cosa valorizzare maggiormente. Bisogna inoltre calcolare che il calice e il passare del tempo non solo favoriscono lo sviluppo degli aromi ma temperano il vino.

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