Un viaggio esperienziale per conoscere l’Italia e il mondo attraverso l’universo del vino

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Cuori diVini

Sempre e per sempre

da | 18 Lug 2020 | Confidential

Massimiliano Apollonio, l’enologo salentino con la passione per la terra e per il vino, ma non solo: in linea diretta, insieme con l’amore per la vite, le generazioni Apollonio degli ultimi due secoli si sono tramandate anche una grande capacità di apprezzare e valorizzare l’arte, la cultura, lo spettacolo. Un fil rouge che nel 2005 ha avuto modo di manifestarsi compiutamente con il Premio Apollonio, che si tiene ogni anno nel Rettorato dell’Università del Salento, a Lecce, diretto artisticamente da Neri Marcorè. Neri Marcorè. Un riconoscimento nato dal desiderio di Massimiliano e di suo fratello Marcello di omaggiare i propri genitori prematuramente scomparsi, Liliana e Totò, ma anche e soprattutto un tributo ai pugliesi che hanno costruito qualcosa di importante in campo culturale. L’appuntamento, in pochi anni, è divenuto infatti presenza fissa di grande prestigio della programmazione culturale pugliese, e ha visto ospiti internazionali della caratura di Franco Battiato, Francesco De Gregori, Gianni Morandi, e premiati altrettanto illustri: per citarne solo alcuni, Renzo Arbore, Ennio Capasa e Ferzan Ozpetek (cittadino onorario di Lecce dopo “Mine vaganti”). Non solo: negli ultimi tre anni il riconoscimento è andato al Premio Oscar Helen Mirren, salentina d’adozione (l’attrice inglese ha comprato una masseria a Tiggiano e ci vive per buona parte dell’anno con il marito, il regista Taylor Hackford), e all’attore italo-americano John Turturro, pugliese per parte di padre (che era originario di Giovinazzo). Massimiliano è un uomo buono e solare che ho la fortuna di conoscere.

CHI È MASSIMILIANO APOLLONIO?

Potrei dirti, speranzoso, che sono un “figaccio” del Salento, ma in realtà sono solo un panciuto salentino di professione enologo, sia per scelta che per vocazione: nel biberon, anziché latte, mi mettevano vino rosato…  Sono inoltre papà di due bimbe spettacolari, e marito di una donna fantastica: la costruzione della mia famiglia è la cosa che mi è riuscita meglio. Amo la mia azienda, dove faccio vino in modo tradizionale, e sono fortunato perché le mie vigne sono nel Salento, la terra del sole, del mare e del vento. Il sole dà la giusta gradazione alle uve, il vento allontana i parassiti e il mare conferisce al vino la mineralità. Qui in Salento produciamo tra l’altro vini eccezionali grazie alla presenza di tanti vitigni autoctoni, e di altri che sono i progenitori di famosi vitigni italiani, ma non siamo bravi a comunicarlo.

QUAL È SECONDO TE IL VINO PIÙ RAPPRESENTATIVO DELL’ ITALIA ALL’ESTERO?

Il Barolo è considerato il top a livello mondiale, ha un fascino particolare che varca ogni confine. Ma mi piace ricordare che il Primitivo è la prima uva rossa venduta in Cina. Ribadisco che in Puglia bisogna cominciare a lavorare bene sull’immagine e sulla comunicazione, perché abbiamo prodotti dal rapporto qualità-prezzo unico.

COSA VUOL DIRE ESSERE UN PRODUTTORE IN PUGLIA?

Vuol dire essere ogni giorno sul pezzo, perché appena ci si rilassa un attimo si rischia di vanificare tutto il lavoro precedente. Il vino salentino non è ancora riconosciuto come dovrebbe, anche se il territorio è veramente vocato per i rossi da invecchiamento… la plurimillenaria storia del vino è sempre passata  dal Salento.

QUAL È IL VINO PIÙ BUONO CHE HAI BEVUTO FINO AD OGGI?

Direi il rosato abruzzese di Valentini.

FAMMI TRE NOMI NEL MONDO DEL VINO DELLE PERSONE CHE PIÙ STIMI.

In primis il presidentissimo Riccardo Cotarella, perché è una persona disponibile e un grande tecnico: ha fatto cose impensabili per il vino, veri e propri miracoli, ed è bravo a scegliere i collaboratori… è sempre operativo, non si ferma mai neanche per respirare, e poi abbiamo in comune anche la passione per i cavalli. Poi penso a mio padre, da cui ho imparato tutto e che ringrazio ancor oggi per tutte le esperienze che mi ha fatto fare. Da ultimo, ma non da meno, voglio ricordare Robert Parker, che ringrazio ancor oggi per aver dato punteggi altissimi ai vini della mia azienda su una rivista americana, nel 1995, attribuendoci anche il premio “Best Buys” per il miglior rapporto qualità-prezzo. Quella recensione ci ha dato consapevolezza e fiducia nel nostro potenziale.

COSA PENSI DEI VINI NATURALI?

Credo che, potendo, si debba sempre cercare di ridurre il ricorso a sostanze “esterne”, ma non bisogna mai estremizzare. In Puglia abbiamo una percentuale molto alta di vini biologici, ma siamo fortunati per il territorio in cui ci troviamo. Ogni territorio necessita di trattamenti diversi.

COS’ È IL PREMIO APOLLONIO?

Nasce come premio teatrale, per premiare i pugliesi che hanno reso grande la Puglia nel mondo. Il direttore artistico, oggi, è Neri Marcorè, dopo la prima conduzione di Serena Dandini. Un evento incredibile, nato un po’ per scherzo, ma che sta avendo molto successo. Il bello è che vi si respira in ogni istante un clima di amicizia.

COM’È LA TUA CASA?

Sono fortunato perché ho più di una casa, da buon meridionale. La mia preferita, adesso, è quella che ho vicino al mare, ma amo anche quella di Monteroni, vicino Lecce. La casa ideale, però, la devo ancora costruire, anche se ho già trovato una “candidata”: una villa a Monteroni, nella Valle della Cupa – che significa “valle ombreggiata” – dove i ricchi leccesi, un tempo, avevano le case di villeggiatura. Vorrei vivere qui, in campagna, in una casa con le volte a stella e a botte.

QUAL È LA TUA RIVISTA PREFERITA?

Come riviste lo sai, “Food and Travel Italia”, e da poco mi sono appassionato anche al tuo ultimo progetto,  “Wine and Travel”. Poi adoro i fumetti e i romanzi: figurati che, condividendo l’idea con  degli amici, sono riuscito ad organizzare un viaggio per visitare tutti i posti in cui si svolge “Tex Willer”.

QUAL È IL TUO ODORE PREFERITO?

La vaniglia. Mi chiamano “il re dei castori”, perché nei vini utilizzo sempre il legno… voglio allungare la vita al vino.

COSA TI PIACE COLLEZIONARE?

Prima di tutto i fumetti, ne ho tantissimi e sto rischiando che mia moglie mi butti fuori da casa con tutta la mia collezione. Poi, a dire il vero, raccolgo veramente di tutto: saponette, francobolli, monete e molto altro.

RICORDI ANCORA IL TUO PRIMO BACIO?

Sì, purtroppo sì: me lo diede lei, perché io ero un imbranato. Fino a 17 anni ero anche bassissimo, poi per fortuna mi sono allungato.

QUAL È LA CANZONE CHE SENTI TUA?

“Sempre per sempre” di De Gregori.

QUAL È LA PARTE DEL TUO CORPO CHE NON TI PIACE?

La mia pancia, vorrei non averla. Il mio sogno è di diventare magro.

UN AUGURIO CHE VUOI FARMI PER WINE AND TRAVEL?

Ormai è una realtà, come “Food and Travel Italia”. Il mio augurio è di restare sempre quella che sei.

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