Quali sono le cantine turistiche

da | 15 Apr 2020 | News

Il potenziale turistico delle cantine varia molto e dipende dai 3 requisiti che ogni destination deve avere: unicità, organizzazione e fama.

DIVERSITÀ

La cosa più rilevante è sicuramente la diversità da tutte le altre. La cantina deve essere unica per valere il viaggio. Per questo il carattere standardizzato dell’accoglienza organizzata dalla stragrande maggioranza delle imprese enologiche italiane (visita con spiegazione del metodo di produzione della denominazione, degustazione stile sommelier e shopping) è decisamente controproducente. Non attrae e non fidelizza. Persino il luogo più straordinario diventa noioso.

ORGANIZZATA

Arriviamo alla seconda parola: organizzata. Dentro questo concetto si racchiude un’enorme numero di elementi come l’accessibilità che non è solo la strada di arrivo  ma anche il collegamento all’aeroporto o alla città turistica più vicina. Ovviamente la prossimità ai flussi turistici aiuta molto specialmente se il loro target corrisponde a quello del vino.  Fanno parte dell’organizzazione turistica la rete dei contatti commerciali che “vendono” la wine destination cioè portali, tour operator, agenzie … Infine c’è l’organizzazione dell’offerta cioè quello che viene venduto, assaggiato visto e soprattutto vissuto come esperienza partecipata dal wine lover: dalla degustazione di 50 formaggi rari abbinati ai vini, alla cena degustazione a lume di candela nella torre del castello medioevale … più l’esperienza è inconsueta e memorabile e meglio è.

FAMA

L’ultima parola chiave del successo turistico delle cantine è la fama. Perché una wine destination abbia successo deve essere nell’immaginario di un grande numero di persone come “oggetto del desiderio”. La fama può riguardare il brand, il vino oppure la denominazione. Va comunque ricordato che nel 2018 ha viaggiato poco meno di un miliardo e mezzo di persone. Dopo il covid, il turismo tornerà alla sua mastodontica dimensione che rende invisibili le singole imprese.  <<Il turismo è uno sport di squadra>> e nel turismo del vino vince il territorio o la denominazione. Al suo interno ogni cantina deve distinguersi, organizzarsi e farsi conoscere. 

Ma c’è un altro piccolo problema: il turista è “un amante infedele” che ama cambiare e soprattutto si disamora quando il luogo perde autenticità, identità ed è invaso dal mordo e fuggi. Per questo il successo non è una conquista definitiva, ma assomiglia a un record sportivo che può essere superato a ogni nuova gara. Dunque,  per mantenere il successo ogni wine destination deve far vivere ai visitatori esperienze sempre nuove, emozionati e coerenti con lo stile dei suoi vini.

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