Un viaggio esperienziale per conoscere l’Italia e il mondo attraverso l’universo del vino

Poker d’Assi 9

Poker d'Assi 9
A cura di Luca Gardini
9 Lug, 2020

Ed eccomi di nuovo in giro per l’Italia per combinare, anche per questa settimana, il mio poker d’assi, un nuovo percorso ideale attraverso le grandissime eccellenze italiane in ambito vitivinicolo.

Partiamo subito dal Piemonte, nella fattispecie da Cantina Schiavenza, uno dei patrimoni storici delle Langhe: fondata nel 1956, a Serralunga d’Alba, dai fratelli Vittorio e Ugo Alessandria, divisa, da un punto di vista degli ettari coltivati, tra Serralunga d’Alba e Monforte d’Alba, come dire il fulcro del fulcro delle Langhe. Il loro Barolo del Comune di Serralunga d’Alba DOCG 2016 è un eccellente assemblaggio di uvaggi di vigneti collocati in zona Serralunga. Ha naso speziato, di sottobosco e piccoli frutti rossi, con tocchi salmastri, di cappero sotto sale e nuances di timo cedrino. Tannino denso e salino, supportato da una grande beva data dal frutto croccante e profondo.

Seconda tappa in Valdobbiadene, nella cantina di Christian, a Ca’ dei Zago. Il suo Valdobbiadene-Prosecco DOCG Col Fondo 2019 è diverso dagli altri, forse anche per il rigore con cui le convinzioni biologiche della vigna si sposano con la pulizia delle pratiche in cantina. Ne esce un piccolo monumento alla sapienza contadina di queste terre, contaminata da conoscenze moderne: scorza di cedro, sfalcio di campo, una bellissima chiusura di olfazione sulle note della salvia fresca. Poi è solo sorsata, sapida, croccante, persistente con ritorno, sul finale, sia dell’agrume che dei tocchi officinali.

Appena il tempo di finire gli assaggi e mi ritrovo in Umbria, alla corte di Arnaldo Caprai, uno dei ‘mostri sacri’ della viticoltura italiana. Tra Sagrantino e Montefalco assaggio una vera chicca, questo Umbria IGT Pinot Nero Malcompare 2016 prodotto in sole 3000 bottiglie: naso raffinato, lampone e fragolina di bosco, teso e compatto alla bocca, con tannini sapidi e lunga persistenza. Finale balsamico con tratti di rabarbaro e pepe rosa.

Per finire anche per questa settimana il mio tour mi sposto in Campania, in una cantina giovanissima, Passo delle Tortore, che ho conosciuto di recente: mi ha particolarmente colpito il loro Fiano di Avellino DOCG Bacio delle Tortore 2019. Ha naso sfaccettato, ananas, melone e di fiori di acacia, bocca minerale, fresca e sapida, dotata di una bella spalla acida, con lunga persistenza e grande croccantezza, ma anche un piacevole ritorno, sul finale, delle note fruttate.

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Partiamo per un inebriante percorso iniziatico attraverso le grandissime eccellenze vitivinicole italiane.

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