Un viaggio esperienziale per conoscere l’Italia e il mondo attraverso l’universo del vino

Poker d’Assi 8

Poker d'Assi 8
A cura di Luca Gardini
4 Lug, 2020

E via! Partiamo anche questa settimana con il mio poker d’assi per un inebriante percorso iniziatico attraverso le grandissime eccellenze italiane in ambito vitivinicolo.

Partiamo subito dall’Alto Adige, nella fattispecie da Cantina Terlano, una realtà storica fondata nell’omonima località a due passi da Merano nel 1893 e simbolo di meccanismo cooperativo perfettamente oliato. L’ Alto Adige DOC Cuvée Riserva Nova Domus 2017 è una bottiglia di riferimento. Frutto delle migliori uve di Pinot Bianco, Chardonnay e Sauvignon, ha naso compatto e teso con profumi di cedro candito, eucalipto e chiusura ammandorlata. Al gusto colpisce per una raffinata sapidità e un finale fresco e agrumato.

Spostiamoci in Franciacorta, per parlare di una delle anteprime recentemente assaggiate, cioè il Franciacorta DOCG Pas Dosé Riserva Sublimis 2012 di cantina Uberti. Biologico in vigna, frutti scoppiettanti, una grande sapienza artigianale mixata con idee interpretative di grande originalità, come dimostra questa bottiglia: naso di forte impatto, chinotto, timo, una chiusura di macchia mediterranea, bocca tesa, croccante, ampia, di eccellente sapidità e finale con ritorno, potente, della traccia selvatica.

Sublimis Uberti Franciacorta

Passiamo in Toscana, per fermarci nella tenuta di Argiano, storica denominazione di Montalcino risalente al 1500.  Le glorie moderne si devono alla verve di Bernardino Sani, CEO ed enologo di casa, insieme alla nuova proprietà, altrettanto illuminata, di origine brasiliana. Impatti ambientali ridotti al minimo, un possente lavoro di microzonizzazione, cura e attenzione di alto artigianato, dimostrate dalla punta di diamante aziendale, proprio il Brunello DOCG 2015, in forma smagliante: naso di susina e lampone, con chiusura di alloro, bocca di spessore, elegante, con tannini sapidi e finale balsamico.

Argiano Brunello Di Montalcino 2015

Terminiamo il nostro percorso in Puglia, alla Tenuta Demaio, locata a San Severo di Foggia: 35 ettari tra vigneti e uliveti, una religione dedicata a due uvaggi, estremamente territoriali, Bombino Bianco (quello che da noi, in Romagna, chiamiamo Pagadebit) e Nero di Troia. Vini bio, certificati fin dal 2004. Antinterventismo in vigna, in cantina fermentazioni spontanee, nessuna chiarifica né filtrazione. Tra le etichette mi ha impressionato il Puglia IGP Nero di Troia Rosato 2019. Naso di melograno, una traccia di foglia di pepe fresca, chiusura su sentori di sottobosco, teso, succoso e denso alla bocca, salato e con ritorno, sul finale, delle note fruttate.

demaio-rosato

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Ed eccomi di nuovo in giro per l’Italia per combinare il mio poker d’assi in ambito vitivinicolo.

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