Un viaggio esperienziale per conoscere l’Italia e il mondo attraverso l’universo del vino

Poker d’Assi 49

Poker d'Assi 49
A cura di Luca Gardini
4 Lug, 2021

Nel Poker d’Assi 49 ci muoveremo come di consueto per l’Italia alla ricerca di chicche enologiche extra-ordinarie da raccontarvi. 

Nel Poker d’assi 49 in realtà mi sposto senza il solito filo logico nord-sud o sud-nord, vado ad ispirazione.

VELENOSI

Proprio per questo parto da una delle cantine che si sono incaricate di promulgare il vessillo radioso del vino marchigiano, ovverosia Velenosi.

Angiolina (detta Angela) Velenosi, oggi coadiuvata dai figli Matteo e Marianna, è da sempre l’anima inesauribile della cantina, che ha fondato il suo successo su territoriali come Passerina e Pecorino, ma soprattutto su idee dinamiche e di freschezza, un imprinting comune a tutti i vini prodotti, merito anche del lavoro sviluppato insieme al grande Attilio Pagli.

Questo Offida DOCG Ludi 2017, blend di Montepulciano 85%, Cabernet Sauvignon 8%, Merlot 7% affinato per 18 mesi in barrique, è solo apparentemente, come potrebbe suggerire il nome, un vino ‘giocoso’.

Naso di piccoli frutti rossi, soprattutto il ribes, nota balsamica-mentolata, tocco di rabarbaro e finale di liquirizia. La bocca è densa, dotata di ottima estrazione polifenolica, il tannino iodato-salmastro, con ritorno fruttato. 

TALENTI

Scendo, ed è sempre un piacere, a Montalcino, per passare a riscoprire la cantina fondata da un mio conterraneo, Talenti.

Pierluigi scese a Montalcino negli anni ’50, ora la sua visione viene portata avanti dal figlio Riccardo, con gli stessi principi: interpretazioni rigorose di Brunello (e Rosso) cui oggi si aggiungono un bianco e un rosato. Nel suo Brunello di Montalcino DOCG 2016, vero pezzo di bravura, tutte le caratteristiche del quadrante sud-ovest di Montalcino: naso con belle sfumature officinali, di alloro fresco, piccoli frutti neri, una bella chiusura sui toni del cappero. La bocca è succosa e tesa, il finale con un ritorno officinale. 

RUFFINO

Risalgo verso il nord, passo a trovare, a cantina Ruffino, un pezzo di storia enoica del nostro Paese, capace di associare a numeri (e tipologie) notevoli, importanti e diversificate una altrettanto raffinata cura per la qualità. Adoro il lavoro che è stato fatto su questo eccellente Chianti Classico DOCG Santedame 2019, prodotto nella cosiddetta Conca d’Oro, vicino all’antica cappella e circondato da un bosco di cipressi.

Un’interpretazione rigorosa, da blenddi Sangiovese 80%, Merlot 10%, Cabernet Sauvignon 5% e Colorino 5%. Al naso susina near, tocchi officinali di maggiorana, chiusura su note di petali di viola. Bocca molto succosa, con tannini vellutati ma anche decisi. Chiude con un piacevole ritorno fruttato. 

MONTE DEL FRÀ

Per l’ultima tappa del mio pellegrinaggio, cosa che mi permette anche di parlare di una tipologia misconosciuta, che ho molto a cuore, approdo a Monte Del Frà. La famiglia Bonomo, in sella dalla metà del secolo scorso, approda in un territorio dedicato alla viticoltura fin dalla fine del XV° secolo, dove i frati dell’Ordine di Santa Maria della Scala di Verona coltivavano terreni vitati proprio sul Monte che poi prese il loro nome.

Questo Custoza Superiore DOC Ca’ Del Magro 2018, quindi, ha davvero una storia lunga e feconda. Vigne di oltre 30 anni, blend di Garganega, Trebbiano Toscano, Cortese ed Incrocio Manzoni, con affinamento in barrique. Pompelmo rosa, cappero, tocco iodato-mentolato sul finire dell’olfazione. La bocca è ugualmente fresca, con tocchi di macchia mediterranea e finale salino-fruttato. Un vino perfetto con il pesce, dai crudi in poi, ma anche, ve lo posso assicurare, ottimo da solo.

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