Un viaggio esperienziale per conoscere l’Italia e il mondo attraverso l’universo del vino

Poker d’Assi 47

Poker d'Assi 47
A cura di Luca Gardini
11 Mag, 2021

Spumeggiante questo Poker d’Assi 47, sempre alla ricerca di nuove illuminanti esperienze vitivinicole da condividervi!

Per il Poker d’Assi 47 parto dal Trentino.

MADONNA DELLE VITTORIE

Per la precisione da Arco di Trento, splendido borgo collocato a due passi dalla sponda nord del Lago di Garda, beneficiando quindi sia della famosa Ora pomeridiana sia del Pelér.

Un microclima perfetto per la maturazione delle viti.

Cantina Madonna delle Vittorie coltiva 26 ettari di vigneti su terreni di origine alluvionale, mixando internazionali con territoriali in letture gustose, come questo Trentino DOP Lagrein Dunkel 2018.

Un vino che sa di ciliegie sotto spirito, con note di foglia di pepe e sottobosco, bocca densa e compatta, con tannini salmastri e ritorno balsamico-fruttato.

TENUTA SAN GUIDO

Dal Trentino scendo verso la Toscana, dove ho in programma due tappe.

La prima è a Tenuta San Guido, cantina che non ha certo bisogno di particolari introduzioni, essendo una delle ‘responsabili’ della fama moderna della viticoltura italiana e del territorio di Bolgheri.

Insieme al Sassicaia, mai celebrato abbastanza, ‘casa’ di Marchese Mario Incisa della Rocchetta ha altre frecce al suo arco, tra le quali vi propongo questo Toscana IGT Guidalberto 2019, un vino che è una vera e propria sorsata di Maremma.

Blend di Cabernet Sauvignon e Merlot, macerazione di 15 giorni, affinamento in barrique, un vino dal naso di piccoli frutti neri, more e mirtilli, con tocchi di macchia mediterranea e carruba, chiusi da una bella sfumatura di eucalipto. La bocca è tesa e croccante, con tannini sapidi, succosa, di eccellente persistenza.

CANALICCHIO DI SOPRA

Mi sposto apparentemente di poco, all’interno della stessa Regione, ma come spesso in Italia cambio completamente scenario, dato che approdo a Montalcino, da una delle cantine che hanno accompagnato il ‘fenomeno’ Brunello fino alle dimensioni attuali, ovverosia Canalicchio di Sopra, attivo fin dal 1962.

Siamo nel quadrante nord-est della ‘collina’, sede di alcune delle espressioni più eleganti e concentrate della tipologia.

Il Brunello di Montalcino DOCG La Casaccia 2016 non tradisce le aspettative, dato che si tratta di una indubbiamente elegante versione di Brunello.

Da cru Canalicchio e Montosoli, vigneti di 10 anni, un vino di grande densità alla vista, con un rubino in evoluzione di molto luminoso. Naso di piccoli frutti rossi, rosa selvatica, sfumature timo cedrino, eucalipto.

Teso e salato alla bocca, con ritorno di frutti rossi, chiusura balsamica e speziata. Profondo. Di ottima beva.

CANTINA COLLEFRISIO

Scendo ancora, per concludere questa mia ‘passeggiata’ in Abruzzo, terra spesso colpevolmente trascurata dalle rotte enologiche più battute, in realtà patrimonio vitivinicolo indiscutibile.

Cantina Collefrisio, che vede la luce a Frisa, provincia di Chieti, dall’incontro di Amedeo De Luca e Antonio Patricelli, vignaioli di terza generazione, sfrutta le indubbie qualità delle colline frisane per dare vita a letture tradizionali ma con un occhio attento al gusto moderno, come dimostra questo Montepulciano d’Abruzzo DOC In & Out, tra l’altro etichetta anche esteticamente memorabile, che si affina prima in barrique, per due anni, poi in bottiglia. Grande freschezza al naso, con melograno, alloro, pepe bianco e tocchi di sottobosco. La bocca è compatta e succosa, con tannini salmastro-sapidi e ritorno del sottobosco. 

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