Un viaggio esperienziale per conoscere l’Italia e il mondo attraverso l’universo del vino

Poker d’Assi 44

Poker d'Assi 44
A cura di Luca Gardini
21 Apr, 2021

Ed eccomi di nuovo a voi con il Poker d’Assi 44, direzione eccellenze vitivinicole italiane!

NINO NEGRI

Per questo Poker d’Assi 44, parto dalla Valtellina, regione capace di fornire, con la sua viticoltura eroica, un parco di interpretazioni vibranti in ambito Nebbiolo, variante Chiavennasca.

Area tipicamente morenica, i descrittori olfattivi e gustativi di questi magnifici vini sono in generale più freschi e floreali rispetto ai ‘cugini’ piemontesi. Come dimostra una grande cantina come Nino Negri, di Chiuro, provincia di Sondrio, attiva fin dalla fine dell’800.

Terreni benedetti e letture pulitissime, come questo Sfursat della Valtellina DOCG 5 Stelle 2017, da Chiavennasca frutto di vendemmia ritardata, poi appassito sui graticci per circa tre mesi, successivamente in barrique per 16, naso balsamico, di ribes nero in confettura, bacche di ginepro, foglia di pepe e liquirizia, bocca intensa, densa e compatta, di eccellente persistenza.

PRUNOTTO

Mi sposto, ma di poco, in un parallelo invidiabile, a cantina Prunotto di Monforte d’Alba, un pezzo di storia langhirana dato che risale al 1904.

Ora la cantina coltiva circa 65 ettari e si distingue per le sue letture mai austere, anzi, di grandissima bevibilità. Princìpi incarnati perfettamente da questo Barolo DOCG Bussia 2017, da territorio di Monforte, cru peculiare caratterizzato dalla perfetta esposizione.

24 mesi in legno, poi un anno in bottiglia, un vino dal naso sfaccettato, con sentori di susina gialla, tocchi di timo disidratato, poi petali di viola. Bocca fresca e compatta, con tannini iodati e ritorno fruttato-floreale.

NITTARDI

Scendo poi in Toscana, per la precisione a Castellina in Chianti, un tempio del Classico, da cantina Nittardi, realtà che da sempre si distingue per letture di Chianti originali, frutto di un approccio sostenibile ed ‘artistico’ alla vinificazione incarnato anche dalle bellissime etichette.

Assaggio questo Chianti Classico DOCG Vigna Doghessa 2018, frutto del cru più giovane della tenuta, Sangiovese in purezza.

Naso freschissimo, ribes rosso, tocchi di macchia mediterranea, pepe bianco. Salmastro, denso e compatto alla bocca, con eccellente persistenza.

Naso freschissimo, ribes rosso, tocchi di macchia mediterranea, pepe bianco. Salmastro, denso e compatto alla bocca, con eccellente persistenza.

GALARDI

Per la conclusione del mio ‘tour’ scendo in Campania, per passare a trovare, a cantina Galardi, a San Carlo di Sessa Arunca, provincia di Caserta, una vera istituzione territoriale, come lo è il loro vino di punta, il Campania IGT Terra di Lavoro 2018.

Nasce da uve Aglianico e Piedirosso affinate 12 mesi in barrique, ma è soprattutto l’incarnazione di vitigni vulcanici: piccoli frutti neri al naso, mirtillo e mora, tocchi di sottobosco e freschi, mentolati, con sferzate di foglia di pepe fresca. La bocca è croccante, con tannini salmastri, la chiusura fresca, con ritorno fruttato-officinale.

Nasce da uve Aglianico e Piedirosso affinate 12 mesi in barrique, ma è soprattutto l’incarnazione di vitigni vulcanici: piccoli frutti neri al naso, mirtillo e mora, tocchi di sottobosco e freschi, mentolati, con sferzate di foglia di pepe fresca. La bocca è croccante, con tannini salmastri, la chiusura fresca, con ritorno fruttato-officinale.

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