Un viaggio esperienziale per conoscere l’Italia e il mondo attraverso l’universo del vino

Poker d’Assi 43

Poker d'Assi 43
A cura di Luca Gardini
17 Apr, 2021

Ed eccomi di nuovo a voi con il Poker d’Assi 43.

Per questo Poker d’Assi 43, parto ancora una volta dal Collio, però dal lato sloveno, passando a trovare Alis Marinic per conoscere la sua azienda, Marinic.

MARINIC

Siamo a Vedrijan, località inserita fra le migliori al mondo per la sua vocazione vitivinicola già nel ‘700.

Cantina biologica con pratiche biodinamiche in campagna e cantina.

Terreni argillosi-marnosi con presenza della tradizionale ponca.

Ho assaggiato il Brda Rosso 2019, Cabernet Sauvignon in purezza affinato in barrique e tonneau.

Molto fresco, con note di lampone e rosmarino al naso.

Alla bocca di bell’estratto, con attacco salmastro, ritorno fruttato e buona persistenza.

RIECINE

Scendo in Toscana per raggiungere una cantina che mi emoziona sempre.

Riecine, a Gaiole in Chianti, è stata capace di mantenere inalterato, anzi se possibile innalzare, il proprio livello qualitativo in quasi 50 anni di storia.

Rimango colpito dall’anteprima di questo Chianti Classico DOCG Riserva 2018, un vino conturbante.

Freschissimo al naso, che sa di nettarina e timo fresco, con tocchi di zest di arancia e floreale, di violetta.

Bocca densa e croccante, con eccellente tensione gustativa, lunghissima persistenza e ritorno fruttato-floreale.

Saluto Gaiole e scendo a Montefalco, altro palcoscenico enologico centrale nel panorama peninsulare.

ANTONELLI SAN MARCO

Antonelli San Marco, ora 175 ettari (certificati bio) di un’azienda originaria addirittura del 1881.

Nonostante le dimensioni è interprete da sempre di alcune delle versioni di Sagrantino più raffinate in commercio, capaci di mixare qualità e bevibilità.

Come questo Montefalco Sagrantino DOCG Chiusa di Pannone 2015, espressione di un unico vigneto del 1995, colore intenso rosso rubino, naso preciso e denso, sentori di visciole, carruba, chiusura balsamica e tocchi di pepe nero.

In bocca è pieno e ricco, con vena acida che sostiene il frutto. Tannini profondi e speziati in chiusura.

CHIESINA DI LACONA

Per completare il viaggio enologico di questa settimana ho in mente un vero e proprio coup de théâtre: prendiamo insieme un traghetto e facciamo una capatina a Lacona, sull’Isola d’Elba, che per chi non lo sapesse era – oltre che un territorio meraviglioso – una zona di produzione di grande rilevanza fino alla seconda Guerra Mondiale.

Ora è giunto il momento della riscoperta, affidata ad un piccolo manipolo di coraggiosi produttori, come appunto Filippo Alampi, notissimo oil-maker toscano.

La sua Chiesina di Lacona produce alcune bottiglie di indubbio pregio, tra cui un notevole Ansonico e questo bell’Elba DOC Vermentino 2019, che sa di nettarina, timo, con belle sferzate di macchia mediterranea e un finale piacevolmente floreale di fiori di acacia.

La bocca è tesa, croccante, con ritorno fruttato-sapido e bella freschezza, che accompagna fino alla fine della sorsata.

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