Un viaggio esperienziale per conoscere l’Italia e il mondo attraverso l’universo del vino

Poker d’Assi 42

Poker d'Assi 42
A cura di Luca Gardini
13 Apr, 2021

Eccoci al Poker d’Assi 42 per svelarvi altre 4 eccellenze enologiche italiane.

Per il Poker d’Assi 42, come spesso accade, parto dall’Alto Adige, questo scrigno di vocazione e viticoltura dalla fama riconosciuta già dai romani.

Cantina J. Hofstätter

Parto dal centro di Termeno, dove la cantina J. Hofstätter, celeberrima firm famosa per essere stata la pioniera del Pinot Nero in Italia, nonostante la recentissima, incalcolabile perdita del capostipite Paolo Foradori, continua la sua attività nelle capaci mani del figlio Martin, un vulcano di iniziative e visioni.

Mi ha particolarmente impressionato il nuovo Vigneti delle Dolomiti IGT de Vite 2020.

Un vino che nasce da un blend “di montagna”, Sauvignon, Müller Thurgau e Pinot Bianco, timo cedrino e pesca bianca al naso, bella iodatura e chiusura di cannella, croccante e sapido in bocca.

Bellissima tensione gustativa, compagno ideale di un meraviglioso e tipico salmierino alle erbe.

Castello di Volpaia

Scendo poi in Toscana, mi fermo al Castello di Volpaia, a Radda in Chianti, indirizzo che sicuramente non ha bisogno di presentazioni, dato che il borgo, ora proprietà della famiglia Mascheroni Stianti, è originario addirittura del 1172.

Il loro Chianti Classico DOCG Riserva 2018, che assaggio in anteprima, mi ha lasciato senza parole: raffinato, elegante e seducente.

Naso di piccoli frutti rossi, lampone, melograno, tocchi di alloro, sfumature iodate e chiusura di eucalipto.

La bocca è succosa, di densità e croccantezza, i tannini iodati, la persistenza lunghissima, il finale con ritorno di piccoli frutti rossi.

Fattoria Le Pupille

Sempre in Toscana, mi reco a Istia d’Ombrone, cuore della produzione del Morellino, per salutare Elisabetta Geppetti, un patrimonio della viticoltura locale, alla sua Fattoria le Pupille.

Il suo storico Maremma Toscana Rosso IGT Saffredi 2018, blend di Cabernet Sauvignon, Merlot e Petit Verdot mi impressiona ad ogni nuova uscita.

Ha naso di piccoli frutti neri, le more, tocchi di alloro e macchia mediterranea, bocca tesa e densa, con tannini salmastri.

Finale con ritorno fruttato-officinale, di eccellente persistenza.

Tenuta Marino

Per l’ultimo vino del nostro percorso scendo in Basilicata, per la precisione nella cornice incredibile del Parco Nazionale del Pollino, un vero paradiso vitivinicolo, dove sorge Tenuta Marino.

Una terra che si estende attraverso tre comuni (Noepoli, San Giorgio Lucano e Senise) e due province (Matera e Potenza), cara alla coltivazione dell’uva da tempo immemore.

Francesco Marino ha scelto questo territorio per estendere l’attività frutticola alla viticoltura, puntando sulla sostenibilità.

Una scelta azzeccatissima, come dimostra questo Matera DOP Greco 2019, un vino di grandissima levatura. Susina gialla e rosmarino al naso, con tocchi balsamici, bocca verticale, ricca, finale fruttato e profondo.

Un vino che lascia il segno!

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