Un viaggio esperienziale per conoscere l’Italia e il mondo attraverso l’universo del vino

Poker d’Assi 40

Poker d'Assi 40
A cura di Luca Gardini
2 Apr, 2021

Per il Poker d’Assi 40 vi ammalierò/vizierò con 4 vini irripetibili.

ZIDARICH

Parto per il Poker d’Assi 40 da una delle zone a mio avviso più vocate al mondo per la produzione di vino, in particolare bianco. Zidarich, che mi ospita, si può anche considerare uno dei profeti della filosofia ‘orange’.

Il suo Venezia Giulia IGT Vitovska 2018 è un territoriale che parla la lingua del Carso come pochi altri.

Macerazione sulle bucce e 24 mesi di rovere di Slavonia.

Naso fruttato, fine e traboccante di erbe officinali.

La boccata è molto appagante e agrumata, albicocca disidratata, cedro candito, una bellissima iodatura a fare da sottofondo ad una sorsata salata, croccante, di bellissima persistenza, con ritorno della frutta disidratata.

CANTINA PALLADINO

Lascio il Carso di malavoglia, ma solo per trasferirmi in un’altra isola benedetta come le Langhe, per la precisione da cantina Palladino di Serralunga d’Alba, presente dagli anni ’70 e gloriosa interprete di alcune delle zone più vocate, come ad esempio questo Barolo DOCG Parafada 2017, che ho assaggiato in anteprima, da cru Parafada di Serralunga d’Alba, solito mosaico di territori a sottosuolo calcareo-marnoso di enorme vocazione.

Piccoli frutti rossi al naso, soprattutto melograno, poi tocchi di timo e finale su toni di eucalipto. Bocca tesa e sapida, con tannini salmastri, grande persistenza e ritorno dei piccoli frutti rossi.

CASTELLO MONACI

Arrivo nei dintorni di Salice Salentino, provincia di Lecce, dalla conclamata vocazione vitivinicola. Castello Monaci deve la denominazione attuale, omaggio ai padri fondatori – un ordine monastico francese dedito a San Basilio – e conserva il fascino immutato degli esordi. 210 ettari di vigne, teritoriali come Negramaro, Primitivo ma anche Syrah e Malvasia, per non dimenticare Chardonnay, Fiano e Verdeca. Tra i tanti scelgo questo Salice Salentino DOC Riserva Aiace 2017, vino-bandiera dedicato ad Aiace Talamonio, re di Salamina. 80% Negroamaro e 20% Malvasia nera, naso complesso, speziato, boccata densa, correttamente tannica, equilibratissima.

CANTINA GRACI

Scendo ancora, arrivo in Sicilia, per la precisione sul versante nord dell’Etna, che possiede una millenaria tradizione di coltivazione della vite, favorita da un microclima irripetibile. La storia di Alberto, di cantina Graci, nella vita precedente laureato in Economia, con un lavoro a Milano, è una delle tante, mai scontate, vicende di  ritorno alla terra. Siamo a Passopisciaro, zona Arcuria, uve Nerello Mascalese, Catarratto, Carricante. Si lavora ritardando il più possibile le vendemmie limitando interventi in vigna e in cantina e rispettando le caratteristiche di ogni annata. Come in questo Etna Rosso DOC Arcurìa Sopra il Pozzo 2016, un cru creato dopo 15 anni di zonizzazione, ideale apice del lavoro svolto. Nerello Mascalese da una singola particella, bassissima resa per ettaro, piccoli frutti rossi, spezie essiccate al naso, alla bocca tannini polverosi, vigorosa spalla acida e finale con ritorno dei piccoli frutti.

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