Un viaggio esperienziale per conoscere l’Italia e il mondo attraverso l’universo del vino

Poker d’Assi 37

Poker d'Assi 37
A cura di Luca Gardini
21 Mar, 2021

Eccomi a voi con il Poker d’Assi 37!

Anche per il Poker d’Assi 37 vi porterò in giro per l’Italia alla scoperta di etichette seminali.

Il nostro ‘tour’ parte ancora dal Piemonte, il cui Barolo 2017, a giudicare dalle anteprime che ho appena assaggiato e recensito, sarà una delle grandissime sorprese della primavera.

ROBERTO VOERZIO

La cantina di Roberto Voerzio, a La Morra, è una di quelle a cui sono, inutile negarlo, più affezionato.

Una capacità unica di mixare un artigianato raffinatissimo con letture mai inutilmente appesantite.

La conferma in questo Barolo DOCG 2017, materico e imponente, che abbina trama e tessitura importante ad ottima bevibilità.

Naso con tocchi di visciola e rabarbaro, note di sottobosco ed eucalipto.

Bellissima spalla acida alla bocca, con tannino fresco e salino e chiusura con ritorno officinale.

I TIRRENI

Scendo in Toscana, alla cantina I Tirreni, una bella realtà nata dagli intenti comuni di Samuele Falciani e Tommaso Rindi, entrambi enologi, che hanno trovato nella zona del Bolgheri, nella fattispecie a Castagneto Carducci, il luogo ideale dove fare attecchire la loro idea imprenditoriale.

Dai 6 ettari di vigneto escono vini godibili e accattivanti, a cavallo tra letture tradizionali e sperimentazioni all’insegna della freschezza di beva.

Come questo Toscana IGT Pigolaia Rosso 2020, un vino di grande personalità, blend di 80% Sangiovese e 20 % Cabernet Sauvignon da vecchie vigne, naso di bella freschezza, con note di ciliegie rosse, alloro, pepe nero e noce moscata.

La bocca è tesa, verticale, con bella acidità e tannini iodati, bella persistenza e chiusura con ritorno speziato.

CLAUDIO MORELLI

Scendo ancora, arrivo a Fano, località Roncosanbaccio, nella cantina di Claudio Morelli, che cura con artigianato raffinato ma tecnologie moderne il suo bellissimo progetto (quasi) monografico dedicato al Bianchello fin dagli anni ’70 del secolo scorso.

Uno degli elementi distintivi del Biancame, quest’uva di grandissimo potenziale che io personalmente adoro, è che molti dei vigneti sono coltivati a due passi dal mare, beneficiando di tutte le sfumature iodate che questo microclima può conferire.

Il suo Bianchello del Metauro DOC Terrazze 2020 è la conferma di quanto dico.

Un vino dal naso di bergamotto, melone bianco e biancospino, con bell’accenno officinale, di timo cedrino e iodatura finale.

Bocca salmastra, con eccellente persistenza gustativa.

TENUTA DI FESSINA

Concludo il mio itinerario di questa settimana facendo un ‘salto’, perché no, alle pendici dell’Etna, a Castiglione di Sicilia, per la precisione a Contrada Rovitello, alla ‘corte’ di Federico Curtaz, agronomo valdostano che nel 2007, insieme alla produttrice Silvia Maestrelli, ha fondato Tenuta di Fessina, portandola in pochi anni ai vertici qualitativi pur in una isola benedetta per la viticoltura come la Sicilia.

Vigneti che arrivano fino ai 900 metri di altezza, sfruttando il microclima favorevolissimo garantito dal Vulcano.

Tra i tanti, riuscitissimi vini, scelgo questo Etna Rosso DOC Riserva Musmeci 2015, un blend di Nerello Mascalese e Nerello Cappuccio dal naso intensissimo, sottobosco, piccoli frutti neri, mirtilli su tutti, poi ancora macchia mediterranea, geranio e pepe verde. La bocca è croccante e densa, i tannini polverosi, il finale con ritorno dei piccoli frutti neri e del sottobosco.  

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