Un viaggio esperienziale per conoscere l’Italia e il mondo attraverso l’universo del vino

Poker d’Assi 18

Poker d'Assi 18
A cura di Luca Gardini
7 Gen, 2021

Il nuovo Poker D’assi 18: la Carovana Gardini non si ferma mai

Ed ecco qualcosa di speciale da provare con questo Poker d’Assi 18.

Appuntamento che si gioca tra Campania e Lazio, con una sola eccezione, un salto da Villa Calicantus a Bardolino, ed è proprio da lì che parto.

VILLA CALICANTUS

È una cantina che segnalo sempre volentieri, tanto è riuscito il loro approccio in raffinata biodinamica, che si concretizza in bottiglie sempre di grande pulizia.

È appena uscito il Vino Rosato Chiar’otto 2019, un classico della zona Garda, da vigne cinquantenarie, azzeccato blend di Corvina, Rondinella, Molinara affinato sui lieviti indigeni in acciaio, che poi trascorre sei mesi in legno.

Naso di mela e lampone, boccata tesa, densa, raffinata.

CANTINE SANTACOSTA

Scendo poi in Campania, per la precisione nel Sannio, presso le cantine Santacosta, che con la loro linea Don Andrea hanno davvero sbancato.

Il Don Andrea 3605 Vino Rosso è un blend Piedirosso 50%, Cabernet Sauvignon 25%, Merlot 25%, dal naso di ciliegia sotto spirito, con un tocco officinale, di maggiorana fresca.

La bocca è densa e compatta, i tannini iodati, il finale con ritorno fruttato.

VIGNA VILLAE

Rimango in Campania, per la precisione a Taurasi, per andare a trovare l’azienda Vigna Villae, vero monumento dell’Irpinia.

Il loro Cient’anne Taurasi DOCG Riserva 2013 è, come si suol dire, una ‘vera bomba’.

Aglianico di Taurasi 100% coltivato in Contrada Case d’Alto, a circa quattrocento metri di altezza, con una vendemmia, viste le particolari caratteristiche climatiche e vegetative, svolta addirittura a inizio novembre.

Naso di visciole, tocco di chinotto, poi pepe nero e chiusura di eucalipto.

Bocca dal tannino salmastro, molto tesa, finale con ritorno officinale.

TENUTA SANTA LUCIA

Finisco il mio ‘tour’ risalendo verso nord e fermandomi, come promesso, a Tenuta Santa Lucia di Poggio Mirteto, a due passi da Rieti, così da avere l’occasione di parlare di una Regione vitivinicola non sufficientemente divulgata come il Lazio.

Per l’appunto, il loro Lazio IGT Morrone 2015, un Syrah in purezza vinificato in acciaio e barrique, è uno di quegli esempi di vino di grande riuscita, emblema della marcata vocazione di un territorio.

Piccoli frutti neri al naso, mirtillo in confettura, poi tocchi officinali, di maggiorana fresca, e chiusura sulle note della liquirizia. La bocca è succosa e densa, con tannini sapidi e bel finale con ritorno fruttato. 

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