Un viaggio esperienziale per conoscere l’Italia e il mondo attraverso l’universo del vino

Poker d’Assi 16

Poker d'Assi 16
A cura di Luca Gardini
13 Dic, 2020

Nuovo appuntamento con il Poker d’Assi 16, la mia personalissima maniera di raccontare l’eccellenza vitivinicola italiana.

Per questo Poker d’Assi 16 parto da una delle zone vitivinicole più importanti in Italia, cioè la Valtellina.

Per raccontarvela ho scelto Tenuta Scerscé di Tirano, la realtà guidata da Cristina Scarpellini, nella vita precedente giurista, ‘vittima’, si fa per dire, di uno degli innumerevoli, preziosissimi, twist of fate del mondo del vino.

Ho assaggiato lo Sforzato di Valtellina DOCG Infinito 2017, uno dei migliori mai provati.

Al naso sentori di more con sferzate di agrumi, in bocca sale, freschezza e note balsamiche di eucalipto.

Mi muovo decisamente verso sud, e arrivo a Terzigno, provincia di Napoli, alla Cantine Villa Dora, produzione eccezionale di vini del Vulcano.

Adoro il Lacryma Christi del Vesuvio Bianco Vigna del Vulcano 2017, intensissimo blend fifty-fifty di Coda di volpe e Falanghina da terreni vulcanici, dalla inimitabile spinta minerale.

Vigne in conduzione bio, affinamento di pochi mesi in acciaio dopo qualche ora di contatto con le bucce.

Esplosivo al naso, corredo di agrumi, cedro candito, un tocco vegetale. Salino alla bocca, croccante, succoso e di bella persistenza. 

Arrivo poi nell’entroterra barese, alla corte di Filippo Cassano, ovverosia Polvanera.

Eccezionale il Gioia del Colle Primitivo DOC 16 2016, ovverosia il Primitivo nella versione più territoriale possibile.

Un territorio strepitoso infatti che regala frutti di grande concentrazione, che non hanno bisogno di altro che acciaio: 16 mesi per un naso compatto, aromi di more selvatiche e ginepro, tocchi di alloro.

Al palato denso e croccante, con ritorni di sottobosco e profondità, con chiusura di liquerizia.

Ritornando verso nord, mi dico, perché non fermarsi a Montalcino, dove forse qualcosa di buono da segnalarvi lo trovo?

Detto fatto, mi fermo a Castelnuovo dell’Abate, dalla famiglia Bianchini, ovverosia Ciacci Piccolomini d’Aragona.

Il loro Brunello Di Montalcino DOCG Vigna di Pianrosso 2016, assaggiato in anteprima, si conferma un punto fermo della denominazione.

Naso speziato, ciliegie sotto spirito, una traccia officinale, di maggiorana fresca, poi olive taggiasche, bocca tesa e croccante, di eccellente spessore, tannini sapidi, chiusura con ritorno fruttato.

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