Un viaggio esperienziale per conoscere l’Italia e il mondo attraverso l’universo del vino

Poker d’Assi 14

Poker d'Assi 14
A cura di Luca Gardini
20 Nov, 2020

E rieccomi di nuovo da voi con il Poker d’Assi 14.

In questo Poker d’Assi 14 sarò dinamico, rapido, desideroso di fornirvi quanti più consigli enoici possibili per le vostre giornate e serate di degustazione!

Settimana particolare, in cui mi divertirò a mischiare un po’ le carte, salendo da nord a sud.

Parto dall’Umbria, patrimonio vitivinicolo mondiale.

ANNESANTI

La cantina guidata con incontestabile creatività da Francesco Annesanti, collocata ad Arrone, in Valnerina, tra le colline di Terni, è indubbiamente una delle novità più avvincenti dell’odierno scenario vitivinicolo,.

In una regione che ultimamente infatti sta sfornando perle enoiche di valore assoluto.

Questo Annesanti Umbria IGT Grechetto Fonte Farro 2018 ha naso di albicocca disidratata, fiori gialli, una chiusura su tonalità di timo e balsamiche, di eucalipto, bocca di croccantezza e densità, con finale fruttato e ritorno balsamico.

Annesanti Fonte Farro
Annesanti Fonte Farro

TENUTE DETTORI

Poi via, prendo al volo il traghetto per andare a trovare Alessandro Dettori, dell’azienda omonima, che si estende per una trentina di ettari nel Comune di Sennori, ovverosia in Romangia, altresì conosciuta come Logudoro, “luogo dorato”. Biodinamica in vigna, pratiche svolte rigorosamente in assenza di chimica.

Nessuna aggiunta di lieviti, chiarifiche, niente solforosa. Nessuna filtrazione, niente legno né in fermentazione né in affinamento, solo cemento ed acciaio.

Questo Romangia Rosso IGT Tuderi 2015 è il suo vino-emblema. Uve di Cannonau tese, intense e vibranti. Amarene sotto spirito al naso, denso, corposo e intenso alla bocca, con grande concentrazione di frutto.

Ritorno quindi nel ‘continente’ per parlare di un’area vitivinicola di cui si sa probabilmente poco, come la provincia di Bologna.

Dettori Romangia
Dettori Romangia

AL DI LÀ DEL FIUME

Nello scenario incantevole del Parco di Monte Sole, a Marzabotto, c’è la cantina Al di là del fiume.

Un progetto che sarebbe limitante incasellare nei binari della viticoltura sostenibile.

Detto questo, dalla biodinamica origina questo Emilia IGT Fricandò 2019, che gli amici bolognesi mi dicono significare ‘guazzabuglio’: un Albana in purezza macerato sulle bucce in anfora. Un vino dal naso sfaccettato, nespola, castagne.

Bocca molto sapida, succosa, fresca e tesa. Sorsata convincente, di ottima lunghezza.

Aldilàdelfiume Fricando
Al di là del fiume Fricandò

CA’ DEL BOSCO

Per chiudere salgo in Franciacorta, alla corte di Ca’ del Bosco, ovverosia uno dei pilastri del ‘fenomeno’ Franciacorta.

Qui, certamente, la sapienza artigiana si incontra con la maniera inimitabile di fare bollicine all’italiana. Questo nuovissimo Franciacorta DOCG Cuvée Prestige Edizione 42 incarna il desiderio di fissare le peculiarità di ogni vendemmia, dalla 2014 alla 2017, in un assemblaggio di Chardonnay 83%, Pinot Bianco 5% e Pinot Nero 12%.

Un super-Franciacorta capace di essere territoriale e sovraterritoriale insieme.

Un vino dal naso di grande eleganza al naso, con profumi di ananas e canditi e tocchi di scorza di limone. Al palato è freschissimo e rotondo, di ottima bevibilità, con bollicine fini e croccanti.

Cà Del Bosco
Ca’ Del Bosco

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