Un viaggio esperienziale per conoscere l’Italia e il mondo attraverso l’universo del vino

Poker d’Assi 12

Poker d'Assi 12
A cura di Luca Gardini
1 Nov, 2020

Ed ecco il Poker d’ Assi 12: la ‘Carovana Gardini’ è in movimento continuo, pronta a segnalarvi tutto quello che di significativo e qualitativamente rilevante è necessario conoscere nel mondo vitivinicolo italiano.

Questa settimana parto dall’Alto Adige, come spesso mi capita di fare. Più che una cantina cooperativa un’icona del panorama enologico altoatesino, Cantina Bolzano, nata nel 1908 nel quartiere termale di Gries. 224 soci conferitori e 340 ettari vitati, collocati tra i 200 e i 100 metri sul livello del mare. Sottosuoli alluvionali alternati a porfidi quarziferi, terreni ideali per la maturazione di quei raffinati territoriali che già fecero la fortuna di questa zona ai tempi dei romani. Questo Alto Adige DOC Sauvignon Mock 2019 è una delle creazioni più raffinate di casa. Color giallo paglierino di grande luminosità e densità, naso di grande equilibrio e finezza, lime e cedro, con chiusura fresca, salina e con accenni di basilico, palato teso e croccante, con richiamo di agrumi e frutta a polpa gialla, finale sapido e mentolato.

Approdo poi a Cormòns, ai piedi del monte Quarin, due passi dal confine con la Slovenia, una delle zone più pianeggianti di quel territorio straordinario (enologicamente parlando e non solo) che è il Collio. Sono a Borgo Savaian, dalla famiglia Bastiani. Tre generazioni che contribuiscono alla trasmissione di un sapere vitivinicolo profondo, confermato da questo Vino Bianco Aransat 2018, emblema di una viticoltura di prossimità. Ponche alternate alle ghiaie tipiche della pianura friulana, che regalano a questo orange wine, blend di Pinot Grigio con una piccola percentuale di Sauvignon, una tempra tutta particolare. 80 giorni sulle bucce, non filtrato, un naso intenso, che si apre con sentori di albicocca disidratata, officinali, di salvia fresca, e balsamici, di eucalipto, la bocca è insieme densa e tesa, di eccellente sapidità e con un ritorno prepotente, sul finale, delle note balsamiche.

Arrivo poi nel cuore pulsante della storia moderna di Biondi Santi, al Castello di Montepò, splendido maniero di origine medievale, al centro di 50 ettari di vigneti, nell’agro di Scansano, territorio collinare dalla chiara vocazione, dove vigna e ulivo crescono in simbiosi da sempre. È il luogo dove Jacopo, qui fin dagli anni ’90 – ora affiancato dal figlio Tancredi – ha plasmato la sua via alternativa al Brunello. L’ultimo nato di casa è questo Toscana Rosato IGT JeT 2019, Grosso magistralmente vinificato ‘in rosa’, dal naso di bergamotto e piccoli frutti rossi, lampone su tutti, con una chiusura di olfazione sui fiori di acacia. Alla bocca è decisamente sapido, teso, di bella persistenza e con un finale dal ritorno agrumato.

Arrivo infine con grande piacere in Valpolicella, per la precisione a Caprino Veronese, a Villa Annaberta, presso la famiglia Cottini, che con rigidi criteri di sostenibilità dà alla luce una bella serie di etichette territoriali di pregio, dedicate alla moglie di Diego, Annalberta, caratterizzate dalla nitidezza di fattura e dalle grandi doti di bevibilità. Come questo Valpolicella Ripasso Superiore DOC 2017, un vino dal naso di ribes, macchia mediterranea e chiusura officinale, sui toni dell’alloro, bocca compatta e iodata, con sentori balsamici e finale con tocchi di sottobosco.

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