Un viaggio esperienziale per conoscere l’Italia e il mondo attraverso l’universo del vino

Poker d’Assi 11

Poker d'Assi 11
A cura di Luca Gardini
10 Ott, 2020

Ed eccoci, siamo tornati con il mio personale tour per l’Italia alla ricerca delle eccellenze vitivinicole.

Questa volta, a sorpresa, partiamo dalle Marche, una Regione cui è sempre giusto tributare il giusto riconoscimento in ambito vitivinicolo. Tenuta San Marcello, due passi da Senigallia, è una di quelle realtà capaci di rafforzare l’eccellente tradizione enoica delle colline marchigiane. Terreni di origine alluvionale, con matrice argilloso-calcarea, che cullati dalle correnti iodate provenienti dall’Adriatico divengono storicamente la culla di DOC di grande rinomanza come il Lacrima di Morro d’Alba e il Verdicchio dei Castelli di Jesi. Il loro Lacrima Di Morro D’alba Superiore DOC Melano 2016 riporta la tipologia alla sua essenzialità. Ha naso di piccoli frutti rossi e rabarbaro, chiusura con tocchi di eucalipto, alla bocca tannini fini ed eleganti, con ritorno acido-salino.

Subito dopo scappo a Cignan Rosso di Castellina in Chianti, da Nardi Viticoltori. Enrico è il capostipite, mentre dal 2012, su spinta dei figli Giacomo e Angelo, si è puntato ad una spiccata valorizzazione dei prodotti enoici, quindi alle coltivazioni dei territoriali Canaiolo, Ciliegiolo, Malvasia Nera e Bianca, Trebbiano Toscano, si sono aggiunti gli internazionali Chardonnay e Merlot, in belle letture. Tra le varie etichette scelgo il loro Toscana IGT Rosso Baccheri 2018, un taglio Sangiovese/Merlot di grande interesse, dal naso di ribes e marasca, con una speziatura di alloro, la bocca è succosa, con tannini polverosi, il finale sapido, sui toni del cappero, la chiusura con ritorno fruttato/salmastro.

Mi sposto di pochissimo per arrivare in quel paradiso naturale che è la Maremma, per la precisione a Montenero d’Orcia, dove si realizza una sorta di ideale gemellaggio tra Italia e Germania, ma si sa che in questa zona il Sangiovese fa (davvero) miracoli. Manfred e Andreas Kunert, cugini, le mogli Andrea e Corina, Gianni Bartolommei e Jacopo Vagaggini hanno un’idea comune: sfruttare al meglio vocazione del territorio e passione per arrivare ad imbottigliare prodotti unici. Ecco che nasce la cantina Otto Ettari. Tra i loro prodotti ho apprezzato in particolare il Montecucco Sangiovese DOCG 2017, un vino di grande eleganza, dal naso di susina rossa, chiuso da una bella speziatura di erbe officinali, alloro su tutti, una bocca dai tannini iodati e un finale sapido, con ritorno fruttato e di foglia di pepe.

Per concludere il giro salgo a San Giorgio della Richinvelda, due passi da Spilimbergo, centro esatto della DOC Friuli Grave, dalla cantina I Magredi. La famiglia Tombacco è qui ‘custode di vigne’ fin dal 1968, quando il capostipite Otello fonda l’azienda, che successivamente ‘rinasce’ allorché il figlio Michelangelo, nel 1985, inizia la produzione delle proprie etichette. Mi sono innamorato del loro Friuli Grave DOC Refosco dal Peduncolo Rosso 2018, che hanaso di mora di rovo con sfumature di macchia mediterranea, con bella speziatura, di cannella, in uscita, bocca tesa e densa, con tannini sapidi e ritorno, sul finale, della nota di piccoli frutti neri. 

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Partiamo per un inebriante percorso iniziatico attraverso le grandissime eccellenze vitivinicole italiane.

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