Pamela Raeli, guardami affrontare questa vita

da | 25 Mag 2020 | Confidential, News

Pamela

Pamela lascia il segno, se stai lavorando come se stai esplorando l’universo delle relazioni interpersonali, alla ricerca di un tesoro da rivendicare. E’ un pezzo di roccia che porta dentro un cuore di burro fuso, un nucleo di diamante: lo scopri appena si apre un po’ quel velo di diffidenza ostentata che nasconde una bimba tenera e appassionata, ma non per questo indifesa e confusa. Pamela, infatti, sa benissimo quello che vuole, e il modo migliore per ottenerlo. Dall’alto della sua bellezza mediterranea (due occhi per cui potresti anche morire) e un po’ malinconica, un po’ sognante si lancia infatti ogni giorno alla conquista del mondo, che sia un nuovo resort da raccontare come un ottimo vino da degustare. La definirei un’artista che attinge bellezza dal suo interiore, un laboratorio emozionale in continuo fermento ed evoluzione. E, molto spesso, chi la incontra è perduto: in senso buono, naturalmente.

CHI È PAMELA RAELI?

Una passionale, una che prende sempre di petto la vita. Per me non esistono sfumature, non le vedo: tutto è bianco o nero. Sono un maschio mancato, amo le macchine, la velocità. Sono una sentimentale che crede sempre di poter fare qualcosa per gli altri, a volte pensando poco a me stessa.

COS’ È PER TE LA MUSICA?

È emozione, brividi, ricordi. Ogni momento importante della mia vita è segnato da una canzone che ne fa la colonna sonora. Ad esempio, “Rossetto e cioccolato” della Vanoni è legata alla nascita di “Food and Travel Italia”. In quei momenti questa canzone mi rincorreva, mi perseguitava, mi caricava…

CHE CANZONE VORRESTI DEDICARE A QUALCUNO E QUAL È QUELLA PIÙ BELLA CHE TI HANNO DEDICATO?

La prima la dedico a mio nonno ed è ‘”Per dirti ciao” di Tiziano Ferro, mentre “Ti dedico tutto” di Biagio Antonacci agli amici che ci sono sempre stati e che condividono con me sogni, passioni, sorrisi e lacrime. La più bella che hanno dedicato a me? Difficile rispondere, perché apprezzo fino in fondo anche le più piccole emozioni di chi ha avuto un pensiero speciale per me. Ti dirò l’ultima: “Piccola stella” di Ultimo.

COS’ È PER TE L’AMORE?

È il big bang, è l’universo, la purezza della vita. È la perfetta simbiosi con un altro essere umano, in maniera istintiva. È protezione, complicità. Il vero amore ti rende imbattibile, inattaccabile.

PERSONE CHE STIMI NEL TUO AMBIENTE LAVORATIVO?

Vivo il mio lavoro in maniera molto vera. Valuto chi incontro non solo come professionista, ma anche come persona… per me la grandezza implica tante sfaccettature. Tra gli chef amo Davide Oldani, un fuoriclasse, un cervello impressionante e un amico leale; Enrico Cerea, cuore e solidità, un sorriso per tutti. In sala, invece, non posso che ammirare Livia e Mario Iaccarino, i veri protagonisti dell’ospitalità italiana. Nel mondo del vino anche i sassi conoscono, infine, il mio rispetto e affetto per Donatella Cinelli Colombini, ma a lei vorrei aggiungere quello che definisco il più grande talento nel mondo enologico che abbiamo in Italia, che è Luca Gardini: la sua prontezza, la sua istintività nel “sentire” il vino mi ha impressionata.

IL TUO GUSTO DI GELATO PREFERITO?

Nocciola tutta la vita.

COSA TI PIACE FARE QUANDO NON LAVORI?

Difficile rispondere a questa domanda per un imprenditore: si lavora sempre col cervello. In ogni caso amo il mare, il mio mare – quello del Salento: appena posso lo raggiungo e mi ci trattengo il più possibile, amo nuotare. Poi amo il cavallo, adoro il senso di libertà che riesce a trasmettermi. E amo l’antiquariato, scoprire vecchi rigattieri da cui posso trovare un oggetto unico. La mia prima vera passione è stata la pallavolo, poi un problema ai legamenti mi ha impedito di continuare.

COS’È PER TE L’ARTE?

È la percezione di qualcosa di unico che ti emoziona l’anima. Anni fa ero agli Uffizi a Firenze e sono diventata famosa con un gruppo di giapponesi che mi hanno visto passare davanti a dei quadri di Raffaello in maniera impassibile, mentre piangevo di fronte a un San Giovannino di Guido Reni. La mia più grande passione in questi anni sono state le ceramiche islamiche: ho cominciato la mia collezione anni fa, e vedere l’ultimo oggetto del mio desiderio in casa mia mi rende orgogliosa, non ci dormo la notte finché non riesco ad acquistarlo. Chi non ha questa passione non può comprendere, ma il mio comodino in camera da letto è un inginocchiatoio da chiesa. 

COSA AMI E COSA ODI?

Amo la semplicità, le persone vere, la sfida, gli animali e il mare. Odio la falsità, le malelingue che distruggono gli altri, la competizione disonesta.

IL TUO PREGIO E IL TUO DIFETTO?

I miei pregi credo siano la bontà e la lealtà, non ho mai tradito un amico e mai lo farò. Il mio difetto è pensare troppo.

COS’È PER TE L’AMICIZIA?

È la base della mia vita. Ho quattro persone a cui confido tutto di me, con cui mi confronto e sono veramente me stessa, senza veli e senza difese. Con Alessandro, il più giovane, riesco a ridere, a parlare di sogni e di amore. Mario, qualche anno più di me, è il fratello che sempre avrei voluto avere, forte, protettivo, la spalla su cui piangere in ogni situazione, colui che riesce sempre a strapparmi un sorriso finale. Donatella e Livia sono le rocce, che mi incitano ad andare avanti ogni giorno, senza sconforti. 

LA PERSONA PIÙ IMPORTANTE DELLA TUA VITA?

Mio nonno, il mio cuore, il mio tutto. Era un uomo bellissimo, con gli occhi più luminosi che io abbia mai visto. Ero il suo gioiello, la sua principessa…ma è andato via troppo presto, e ogni giorno mi chiedo se sarebbe stato orgoglioso di me. Mi manca ogni giorno di più. Ma so che mi guarda e mi protegge anche da lassù.

NON HAI FIGLI, HAI UN RIMPIANTO?

Sì, ma la vita non sempre va come vorremmo. Un anno fa, in un momento di estrema tristezza, mi chiedevo chi avrebbe amato i miei oggetti, chi avrebbe capito perché mi sono lanciata nell’editoria, chi avrebbe pianto quando io non ci fossi più stata. Ma oltre al sangue esistono altri rapporti parimenti importanti. Io ho una figlia putativa, Isabella Potì: lei è come l’avrei voluta. È dolce, ma molto forte. Sensibile e straordinariamente unica. Ha 23 anni, parla sei lingue, ha bellezza e classe da vendere. La amo come se l’avessi partorita io. 

WINE AND TRAVEL, COS’È PER TE ?

Isabella la figlia femmina, Wine and Travel il figlio maschio. Il progetto del cuore, con un gruppo di persone speciali che mi supportano. E poi, come abbiamo detto, con Luca Gardini…”con questo progetto cambieremo il mondo del vino”.

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