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Nicole Vezzola, l’antidoto al formalismo

da | 29 Giu 2020 | Confidential, Winewomen

Una passionale, una giovane donna “antidoto al formalismo”, proprio come lei ama definire il vino rosé icona dell’azienda di famiglia, ” Costaripa“.  Uno spirito irrequieto, sempre in movimento, bramoso di esperienze necessarie a crescere, a guardare – come dice papà Mattia Vezzola– ancor più lontano di quanto non abbia fatto lui.

CHI È NICOLE VEZZOLA? DESCRIVITI IN TRE PAROLE

Curiosa, dinamica e leggera… Ma che domanda difficile! Mi piace definirmi una persona in continua evoluzione, che ha viaggiato molto e si è sempre confrontata con gente e culture diverse. Una ragazza che cerca di crescere.

DONNA E VINO: UN CONNUBIO VINCENTE, SECONDO TE?

Assolutamente sì. Io faccio parte di “Sbarbatelle”, un gruppo che aggrega tante giovani produttrici, nato grazie a Paolo Poncino. Il vino è donna perché nel vino bisogna avere la capacità di leggere oltre, e noi donne abbiamo questa capacità: siamo profonde, emozionali ed espressive. Io sono entrata in questo mondo da soli sei anni, ma vedo che sempre più donne stanno acquisendo un ruolo importante nel mondo del vino.

UN PADRE CELEBRE, MATTIA VEZZOLA: LATI POSITIVI E LATI NEGATIVI.

Tra i lati positivi direi sicuramente un grande confronto, che è sinonimo di crescita. Quando penso di sapere qualcosa, lui riesce sempre a spiazzarmi. Di lui ammiro la lungimiranza: vede sempre oltre, scontrandosi a volte anche con certi dogmi. E da lui io cerco di cogliere anche le sfumature. Tra i lati negativi, invece, la sua assenza in certi momenti, il non vederlo troppo spesso perché lui ha mille impegni ogni giorno. Sai cosa mi dice sempre? “Io lavoro perché tu e tuo fratello dovrete salire sulle mie spalle e vedere più lontano di me”.

IL VINO È UN FATTORE CULTURALE SECONDO TE?

Assolutamente sì. Questo lo si può capire anche osservando l’evoluzione di una persona: più cresci, più impari a degustare il vino. Più sperimenti, più hai consapevolezza nella scelta del vino. 

IO PERSONALMENTE AMO MOLTO I ROSÈ. COME DEFINISCI TU QUESTO VINO?

È l’antidoto al formalismo. Il rosé in Valtenesi è vocazione, è abbracciare il territorio. Non è una scelta, è un obbligo. Il rosé è un vino, non un colore.

ANDIAMO A CENA TU ED IO. SCEGLI IL RISTORANTE, IL MENU E IL SOMMELIER PER I VINI DELLA SERATA.

La migliore cuoca al mondo è la mia mamma, quindi mangiamo a casa da me. Menu mantovano… e un sommelier speciale: Mattia Vezzola, il mio papà.

COME VORRESTI CHE EVOLVESSE IL MONDO DEL VINO NEI PROSSIMI ANNI?

Ho un desiderio: vorrei che il vino non fosse una moda, ma un modo di rappresentare il territorio. Vorrei che le nuove generazioni assolvessero al compito di difendere il proprio territorio in tutte le sue sfumature. Che creassero una coerenza della qualità.

CREDI NELL’AMORE?

Sono una romantica e credo nell’amore, in ogni tipo di amore.

UNA CANZONE DI SOTTOFONDO AI TUOI VINI?

“With Or Without You ” degli U2, con il “Rosamara” come vino: la canzone che ho ballato con mio padre durante la festa dei miei diciotto anni. Il vino è legato anche ai ricordi, così come le canzoni. Poi adoro anche “Miserere” di Zucchero, abbinata ad un “Molmenti”.

QUAL È SECONDO TE LA CHIAVE DEL SUCCESSO?

Crederci a prescindere da qualunque cosa e da chiunque.

UN AUGURIO CHE VUOI FARMI PER WINE AND TRAVEL?

Ti auguro di essere felice nella realizzazione del tuo progetto… che tutto questo lavoro ti lasci un ricordo felice nel cuore.

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