Massimo Tripaldi, un fiume in piena

da | 12 Mag 2021 | Confidential, News

Un uomo con la U maiuscola, spontaneo, tanto da sembrare raw, crudo. Quando lo incontro, Massimo Tripaldi sembra andare controcorrente anche nel modo in cui si concede alle chiacchiere: è un fiume in piena mentre si racconta ma è indecifrabile, anzi non geolocalizzabile. Come un autentico globetrotter, porta dentro di sé le coordinate dei diversi mondi che ha vissuto, mescolando verve manduriana e perfezionismo piemontese con accenni di tutta la Puglia,  della Basilicata e della Calabria, le regioni di cui è Presidente Assoenologi.  Lui è così: può mettere un abito elegante, come una polo in vigna, ma non è mai costruito. Sentirlo raccontare l’inizio della sua vocazione per l’enologia potrebbe sembrare l’incipit di una fiaba: un bimbo di 10 anni che passa il  tempo guardando il lavoro di suo padre in vigna, e poi affascinato da un uomo dal camice bianco che esce dalla cantina e maneggia provette e alambicchi: l’enologo.  Come lui ora che è grande, impegnato costantemente sia nelle cantine che nel suo ruolo istituzionale di Presidente Assoenologi, focalizzato sempre su obiettivi comuni, realizzati attraverso un’attenzione maniacale ai dettagli.

CHI È MASSIMO TRIPALDI? 

Mi definirei un cantiniere specializzato. Amo stare in cantina, sono cresciuto tra i vigneti. Mia mamma mi racconta spesso che da piccolo passavo il mio tempo sotto una pergola al fresco con il mio cane. Già allora sapevo che la vigna e il vino sarebbero stati la mia vita e la mia professione.  Durante una visita in un laboratorio di cantina con mio padre, vedendo l’uomo dal camice bianco che “giocava” con gli alambicchi, ho poi deciso che da grande avrei fatto l’enologo. E così è stato. 

HAI UN SOPRANNOME? 

Posso pensare che quando non sono presente mi appellino come “orso” per il mio carattere un po’ burbero. In realtà, però, chi mi conosce veramente sa che sono una persona allegra e conviviale. 

COSA SIGNIFICA ESSERE PRESIDENTE ASSOENOLOGI PUGLIA, CALABRIA E BASILICATA? 

È un onore, ma anche un impegno gravoso. L’enologo è il motore del mondo del vino. Assoenologi non deve solo salvaguardare e aggiornare la categoria, ha anche il dovere di suggerire al mondo del vino le strategie giuste per il futuro delle cantine.

 COME DEFINIRESTI IL PRESIDENTE NAZIONALE ASSOENOLOGI RICCARDO COTARELLA? 

Un vulcano che continua a tirar fuori idee, pensieri e strategie. Un instancabile professionista ai massimi livelli.

 TI SEI MAI UBRIACATO? 

No, mi autoregolo sempre. Non ci ho mai neanche provato.

 QUAL È IL TUO FILM PREFERITO? 

Mi piacciono i thriller. Il mio preferito è “Seven”, film del 1995  scritto dall’ex cassiere Andrew Kevin Walker e diretto da David Fincher. 

UNA CANZONE CHE VORRESTI DEDICARE AD UNA DONNA?

 “Ti sposerò perché” di Eros Ramazzotti, e la dedico ad una donna che amo in maniera smisurata, mia moglie. 

COSA AMMIRI IN UNA DONNA? 

Il carattere e la forte personalità. Ammiro le donne forti, che ragionano e dicono ciò che pensano. E poi in una donna guardo subito gli occhi. Figurati che ho conosciuto mia moglie in una festa di Carnevale e quando ho incontrato i suoi occhi ho capito subito che sarebbe stata la donna della mia vita. 

COSA TI INFASTIDISCE? 

Le persone poco decise. 

INVIDI QUALCUNO? 

L’invidia è un sentimento che non mi appartiene. Ma ammiro molte persone e studio i loro successi per potermi sempre migliorare. 

QUAL È IL VINO CHE PREFERISCI? 

Sicuramente il Primitivo, un vino fuori dal coro che ho nel cuore. 

GLI UOMINI ELE DONNE NEL MONDO DEL VINO QUANTO SONO DIVERSI? 

Le donne sono più precise e hanno più fantasia, ma quando ci sono i problemi da risolvere gli uomini hanno una mente più elastica. 

TI PIACI? 

Direi di sì, tranne per il mio peso. Sogno di diventare magro. 

COSA BISOGNA AVERE NELLA VITA? 

Bisogna avere tenacia e fissare degli obiettivi: per me un obiettivo è avvicinarmi professionalmente alle persone che ammiro.

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