Lo Scorpione, vini al limite

da | 27 Ott 2020 | Astrowine, News

Scorpione

Il motto per lo Scorpione potrebbe essere: “Vite al limite, vini al limite”.

Perché adora il sapore acre dell’adrenalina lo Scorpione, animale zodiacale che domina questo periodo dell’anno – e mai verbo fu più appropriato, posto che questo figlio di Marte (antico governatore) e Plutone (quello nuovo) costituisce uno dei quei segni che non tollerano neanche come ipotesi il fatto di perdere il controllo su qualcuno o qualcosa.

Sì, l’adrenalina: senza la quale, retrogusto perenne della sua tumultuosa vita, lo Scorpione si sentirebbe morto. Infatti, se ci fosse un produttore capace di arricchire il suo vino con una bella quantità dell’indesiderato ormone della paura, ne venderebbe a ettolitri a questo simpatico (ma questo particolare non è pacifico, in dottrina) figlio delle stelle di ottobre-novembre. 

Lo Scorpione ama infatti il rischio, il filo del rasoio, le sensazioni forti, le situazioni estreme, sicché evitate di propinargli vinelli anonimi o troppo perbenino, troppo equilibrati: finirebbero subito in una sputacchiera, e con ignominia, nella migliore delle ipotesi, a meno che questo pungente figlio del temibile duo Marte/Plutone non abbia un bel po’ di pianeti nel confinante segno della Bilancia.

Che – al contrario dell’ombroso vicino con l’aculeo in cauda – ama invece tutte le manifestazioni dell’armonia (essendo figlio di Venere), dunque anche quelle enologiche, e mai tollererebbe un vino sbilanciato (nomen omen) o poco calibrato in tutte le sue sfumature. Il che serve a ribadire ancora una volta come dire che una persona è del Leone, dello Scorpione, dei Gemelli e via dicendo equivalga in realtà a raccontare poco o nulla sulla complessità individuale di ognuno, che si può rintracciare solo ed esclusivamente redigendo un tema natale personalizzato che abbia tutti i crismi dell’unicità. Come unico è ognuno di noi, con il suo cielo di nascita, il suo karma, le sue esperienze di vita. Ma serve anche a consigliare a chi voglia conquistare uno Scorpione per sempre di tenerlo sulla corda: mai dargli troppa sicurezza, ne approfitterebbe per ribaltare la situazione a proprio vantaggio, e a spingersi sempre più in là nel mettere alla prova i vostri sentimenti. Anche a costo di rovinare tutto. Ma non è colpa sua – spiega la famosa favoletta della rana e dello scorpione: è nato così. E così ce lo dobbiamo tenere. Anche perché sa poi molto bene come farsi perdonare: quando ama, ama con tutto se stesso. 

Proverbiale, poi,  la sua vendicatività, quindi non ci provate neppure a rifilargli un vino che non incontra il suo gusto, magari riciclato, o saranno guai. Ve la farà pagare appena possibile, e comunque ve lo rinfaccerà nei secoli dei secoli, perché questo segno è così: non dimentica i torti (o presunti tali) subiti, mai. O quasi: nello strepitoso film “La ragazza con la pistola”, firmato da Mario Monicelli nel 1968 ed interpretato da una fantastica Monica Vitti (che non a caso è una Scorpiona) in versione bruna, la protagonista insegue dalla natia Sicilia e fino a Londra colui che l’ha sedotta e abbandonata, per vendicare l’onore calpestato. Anche se poi qualcosa la distrarrà dal suo unico obiettivo di vita, quello appunto di rivalersi sul fedifrago, che verrà respinto una volta tornato all’ovile perché la mora e sicula Assunta Patanè si è trasformata in una donna bionda, moderna ed emancipata che apprezza le libertà garantite da un Paese evoluto come l’Inghilterra. E quale vendetta più cruenta di un bel “no” sul muso di chi ci ha rifiutato?

Pin It on Pinterest

Share This