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20 Maggio 2024

La cucina di Alassio trionfa al Museo del Design di Milano

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Il prestigioso Grand Hotel Alassio ha portato i sapori della Liguria al Fuorisalone di Milano, in occasione della quarta edizione di Lusso Gentile

Un’edizione di grande successo quella che riunito centinaia di partecipanti al talk di Lusso Gentile, seguito dalla cena presso il Museo del Design, organizzata dal prestigioso Grand Hotel Alassio.

Durante la serata, si è discusso ampiamente di come il concetto di lusso si debba evolvere verso una dimensione più gentile e umana, dove le persone sono al centro e le aziende comprendono il loro ruolo nella comunicazione e nella responsabilità sociale, concentrando le proprie energie sullo sviluppo del territorio e delle relazioni con l’ecosistema circostante. La cena ne è stata la perfetta continuazione: mentre nel dibattito si è omaggiato il maestro Gualtiero Marchesi e la sua filosofia di esaltare la semplicità e le radici culinarie regionali, a tavola si è celebrata con gusto l’autenticità attraverso i piatti classici della cucina ligure e non solo. Questa tradizione, che si ripete ormai da quattro anni, vede ogni anno il prestigioso hotel a 5 stelle di Alassio trasferirsi a Milano per portare un assaggio della sua identità gastronomica.

Quest’anno, l’Executive Chef Roberto Balgisi ha deciso di raccontare la Riviera di Ponente attraverso le classiche trofie al pesto, preparate a mano con maestria dalle esperte mani delle ragazze di MYFair Pasta, Giulia e Isabel, e accompagnate da un pesto cremoso ottenuto con basilico speciale, quello idroponico della fattoria De Pol di Albenga. Successivamente, si è fatto un breve ma intenso salto sul lago d’Orta con il risotto al peperone crusco del talentuoso Matteo Monfrinotti, Chef de La Darbia.

Dopo questa incursione, si è tornati in Liguria grazie a Lavoratti 1938, il celebre laboratorio di Varazze recuperato grazie al lavoro di Davide Petrini e Fabio Fazio. Dalle prelibatezze dolci si è passati al gelato, preparato durante uno spettacolo guidato da Massimiliano Scotti e Roberto Balgisi, arricchito dal fumo dell’azoto e decorato con un’opera su tela che rappresentava la madonnina del Duomo, il cui oro è stato ottenuto grazie alla colorazione dello zafferano di tre famosi chef.

Redazione
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