Un viaggio esperienziale per conoscere l’Italia e il mondo attraverso l’universo del vino

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Cuori diVini

Innamorato sempre di più, in fondo all’anima per sempre tu

da | 29 Mag 2020 | Confidential

Alcuni uomini riescono a trasmettere qualcosa più di altri. Sì, siamo tutti esseri umani, tutti uguali, però… ecco, appunto, c’è un però, perché alcuni uomini sono persone tagliate per essere dei buoni leader. Ed è proprio ciò che è riuscito a trasmettermi durante questa intervista in vigna Filippo Mobrici, attuale Presidente del Consorzio del Barbera e dei Vini del Monferrato. Un uomo entusiasta mentre mi parla del suo percorso professionale, delle persone che ha avuto la fortuna di incontrare nella sua vita, delle sue vigne, della sua amata Barbera, del grande amore verso sua moglie e i suoi figli. Si è aperto, senza paura, ha detto di sé, ma ha anche saputo ascoltare le mie motivazioni sulla nascita di Wine and Travel, mi ha trasmesso ancora più entusiasmo grazie ai suoi apprezzamenti sul mio lavoro. Filippo è un amalgama potente tra Nord e Sud: un uomo del Sud trapiantato al Nord che ha saputo coniugare perfettamente la capacità imprenditoriale tipica dei settentrionali con la passione e il calore dei meridionali. Marianne Williamson, scrittrice e attivista Usa per i diritti delle persone LGBT e per la pace nel mondo che ho sempre seguito moltissimo, afferma che “Il carisma è una scintilla in persone che i soldi non possono comprare. È un’energia invisibile con effetti visibili”. Filippo è un uomo carismatico che sa come catturare l’attenzione e far ricordare agli altri discorsi e azioni. È un leader energico, appassionato, emotivo e vero come le sue vigne. Innamorato di sua moglie e della sua Barbera.

CHI È FILIPPO MOBRICI?

Sono un agronomo di origine calabrese. laureato con 109/110. Ho lavorato ad Orvieto presso Tenuta Corbara fino al 1995, ma l’amore per mia moglie mi ha portato a trasferirmi ad Asti, dove ho cominciato a lavorare per la Coldiretti. Poi l’incontro fortunato con la mia attuale azienda, La Bersano di Nizza, la più grande del Piemonte per ettari di vigneti. La mia passione è sempre stata la vigna: sono un uomo di campagna, amo la natura, la rispetto, me ne prendo cura e la custodisco. Sono una persona molto socievole e accomodante: questo mi ha permesso di avere ruoli sociali e di responsabilità come la mia attuale posizione di Presidente del Consorzio del Barbera D’asti e Vini del Monferrato.

UNA FRASE CHE È IL MOTTO DELLA TUA VITA?

Il mio motto è “Bisogna sempre guardare avanti con il sorriso”. Ringrazio ogni giorno Dio per la vita e per la forza che mi ha sempre dato per affrontare questa vita. Sono un ottimista, per me le cose impossibili non esistono.

COS’È PER TE IL VINO ?

Il vino è la nostra storia millenaria, è nel nostro Dna. Ma è anche un elemento spirituale che accompagna l’uomo da sempre. Mi auguro che diventi sempre più pop, non solo top. È sorprendente vedere quante facce possa avere il vino. La mia terra, la Calabria, era chiamata Enotria, un luogo dove nei secoli il vino ha sfamato tante bocche, e dove oggi è fonte di attrazione anche per i turisti. Noi dobbiamo dire grazie alla vite. La cultura è legata alla vite, e credo che il mondo dei media debba dare più importanza ai vignaioli.

IL TUO MESTIERE TI RENDE FELICE?

Sì, mi rende orgoglioso e libero. 

LA CANZONE CHE VORRESTI DEDICARE AD UNA DONNA?

Sono una persona fedele, sono sposato da più di 25 anni, ho due splendidi figli, così dedico a mia moglie “Un’avventura” di Lucio Battisti.

COSA VUOL DIRE ESSERE PRESIDENTE DEL CONSORZIO DEL BARBERA D’ASTI E VINI DEL MONFERRATO?

Vuol dire avere grandi responsabilità. I soci si fidano di me e io cerco di portare avanti nel miglior modo possibile il mio impegno. Siamo passati da 160 soci nel 2014 a più di 400 oggi, e questo mi rende fiero perché vuol dire che la gente mi apprezza. In questi anni di mandato credo di aver dato un buon esempio, impegnandomi anche a far riavvicinare i giovani al mondo del lavoro collegato al vino.

LA BARBERA È FEMMINA?

Assolutamente sì. Nasce sulle nostre colline, che assomigliano morfologicamente alle forme sinuose delle donne: è la mamma dei vini, il vino di casa, e cosa c’è di meglio di una mamma che ti accoglie a casa? Fino agli anni Sessanta avevamo 80.000 ettari di vigne coltivate a Barbera. Senza parlare poi della caratteristica principale di quest’uva,  un’acidità che a livello di bevibilità  la fa somigliare a un vino bianco.

UNA PERSONA CHE STIMI PARTICOLARMENTE NEL TUO MONDO?

Stimo molte persone, ma vorrei citare in particolare Mario Fregoni, il mio maestro, colui che ha fatto da spartiacque tra la vecchia e la nuova viticoltura parlando di qualità. Infatti questo concetto, per me, è un dogma, una strada da seguire. Poi voglio citare anche Tullio Musa; se oggi abbiamo il Nizza Docg lo dobbiamo a lui, che negli anni ‘80 è riuscito a superare gli stereotipi e a permettere l’affermazione della Barbera come grande vino, una rivoluzione che ha rappresentato un’evoluzione enologica. E, ancora, nutro una grande stima per le famiglie Massinelli e Soave, proprietarie dell’azienda Bersano per cui lavoro. 

PER CHE SQUADRA DI CALCIO TIFI?

Per la Juventus, perché è la squadra che rappresenta l’operaio vincente.

LA COSA PIÙ FOLLE CHE TU ABBIA FATTO?

Trasferirmi in Piemonte. Lavoravo a Orvieto presso l’azienda Corbara, ma ho voluto seguire i sogni di mia moglie. Oggi ringrazio questa regione per avermi accolto, e i piemontesi per avermi dato fiducia.

È PIÙ FACILE OBBEDIRE O DARE ORDINI?

Sicuramente è più facile obbedire. Dare ordini vuol dire farsi obbedire senza urtare la sensibilità di nessuno. È difficile trasferire agli altri quello che si ha in testa, ecco perché i capi, tante volte, non sono ben visti. Quando un capo passa dall’autorevolezza all’autorità per farsi obbedire vuol dire che ha sbagliato qualcosa.

UN AUGURIO CHE VUOI FARE A ME E A WINE AND TRAVEL?

Il mio augurio è che tu mantenga sempre il tuo entusiasmo contagioso e che possa continuare a creare progetti come questo. La forza di Wine and Travel è che sei riuscita ad unire più voci, ad avere un coro di professionisti con te. Hai capito che è più bello avere un gran coro che un bravo solista.

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