Il volo del colibrì

da | 5 Mag 2020 | News

Colibri

Durante la fase di isolamento, a causa della tristemente nota epidemia, ho ascoltato a più riprese un apologo che trovo molto in linea con la nostra missione sociale. Ve lo ripropongo con la stessa immediatezza con la quale è stato trasmesso in rete, riservandomi, poi, di sviluppare qualche riflessione nel merito.


La storiella è molto semplice: “Nella foresta scoppia un incendio devastante che mette in fuga tanti animali che la popolano. Anche il leone è in fuga, preoccupandosi, da buon monarca, che tutti riescano a salvarsi. Nella confusione generale, sua maestà il leone vede il colibrì che vola in direzione opposta dai fuggitivi e lo chiama a gran voce: “Ma dove vai?”.  Il colibrì gli si accosta un attimo e, con la dovuta deferenza, gli risponde: “Sto andando verso il lago a prendere un po’ d’acqua per spegnere l’incendio”. E, il leone: “Ma, sei diventato matto? Quanta acqua pensi di poter portare nel tuo piccolo becco?”. E il colibrì: ”Sto facendo, soltanto, la mia parte!”.


Non penso che la storia, di per sé, necessiti di spiegazioni o approfondimenti. Però, voglio aggiungere che, oltre ad appassionarmi, mi ha richiamato una toccante intervista a Madre Teresa di Calcutta, la quale, al giornalista che le ricordava la scarsa e inconsistente portata della sua attività, di fronte all’immensa povertà del mondo, rispose: ”Ha ragione: quanto faccio io, è solo una goccia nel mare, ma se da domani lo farà anche lei saranno due gocce. E se a lei si uniranno la sua famiglia, i suoi amici, i suoi colleghi saranno tante gocce”. Madre Teresa non ha sconfitto la povertà, ma ha fatto la sua parte con amore, impegno e dedizione tali da essere ammirata, ricordata e imitata da milioni di persone credenti e non.
La storiella e l’intervista sollecitano una profonda riflessione: il contributo di una singola persona, o di una singola categoria, ha un impatto ridotto e non può cambiare con immediatezza le sorti del mondo, ma può costituire una preziosa testimonianza che stimoli tutti gli altri a fare la propria parte, sconfiggendo l’inerzia, l’indifferenza, il lassismo e il menefreghismo.


E queste considerazioni valgono per tutti! Pensiamo alla nostra Associazione che, operando in un contesto domestico di oltre un milione di persone, rappresenta, dimensionalmente e numericamente meno dello 0,4% della popolazione attiva nella filiera del vino a livello nazionale e dieci volte di meno a livello internazionale. Una goccia nel mare nel primo caso e nell’oceano nel secondo.
Eppure, come il colibrì, ci siamo sempre, e a qualsiasi livello, impegnati per “fare la nostra parte”, mettendo al primo posto la continuità e la crescita delle nostre cantine e il prestigio e lo sviluppo del nostro Paese. Insegnando a tanti altri che questi due obiettivi  devono essere raggiunti contestualmente, perché si alimentano a vicenda: la qualità delle nostre cantine contribuisce all’immagine complessiva del Paese, il cui prestigio rende ancor più eccellenti le nostre cantine. Una sorta di circolo virtuoso al quale abbiamo lavorato per decenni e che non ci stancheremo mai di sostenere.
Un’altra sottolineatura merita la circostanza che l’eroico colibrì della storiella, non si lascia assalire dal panico accodandosi ai fuggitivi, ma per poter fare la propria parte, vola nella direzione opposta. …. quante volte lo abbiamo fatto!
Mi viene in mente, Stanisław Jerzy Lec: “Se vuoi arrivare alla sorgente di un fiume, devi nuotare contro corrente”. Quante volte per capire, interpretare, proporre abbiamo dovuto navigare controcorrente, risalire alle origini dei problemi o, semplicemente, delle consuetudini e dei comportamenti
Quante volte, grazie alla originalità delle nostre ricerche e dei nostri studi, abbiamo proposto soluzioni innovative, idee e progetti che molti non hanno compreso immediatamente, perché troppo distinte e distanti dal pensiero prevalente.
Ma, non ci siamo scoraggiati, né abbiamo desistito dal mettere, sempre al primo posto, l’interesse complessivo e generale delle nostre cantine, del nostro territorio e del nostro meraviglioso Paese.
Questa consapevolezza mi rende orgoglioso di appartenere a una categoria che ha saputo sempre fare la propria parte.

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