Il turismo enogastronomico dopo il Covid

da | 10 Mag 2021 | News

Cresce l’interesse per l’enogastronomia, crescono i numeri del turismo enogastronomico, cresce la voglia di conoscere i territori rurali. 

Si parte dal mare, che rimane la destinazione preferita.

Dalle spiagge, però, i turisti, che si sono trasformati in viaggiatori, partono alla scoperta dell’entroterra, delle cantine, dei luoghi di produzione, dei sapori tipici.

È quanto emerge dal Rapporto sul Turismo Enogastronomico Italiano 2021, curato da Roberta Garibaldi.

IL RAPPORTO

Presenta analisi quanti-qualitative, ricerche inedite e contributi del Comitato Scientifico rappresentato da autorevoli esperti del mondo accademico e scientifico, nazionali e internazionali.

Offre una panoramica a 360 gradi del turismo enogastronomico e quest’anno anche una particolare attenzione alle dinamiche e ai nuovi trend della domanda italiana nella fase post-Covid, la cosiddetta “nuova normalità”.

I NUMERI

Dall’analisi dei dati emerge una crescita costante del fenomeno enogastronomico.

ROBERTA GARIBALDI

“Se nel 2016 soltanto il 21% degli  intervistati  aveva  svolto  almeno  un  viaggio  con principale motivazione legata a quest’ambito nei tre anni precedenti, per poi salire al 30% del 2018 e al 45% del 2019, con l’analisi 2021 la percentuale è cresciuta fino al 55%.

L’impatto della crisi innescata dal Covid pesa sul numero di esperienze fruite che diminuiscono in media del 27% rispetto 2019 e sul potere di spesa (il 31% afferma di aver destinato un budget inferiore rispetto al 2019, mentre il 27% dispone di maggiori risorse).

Se la pandemia ha frenato la possibilità di vivere esperienze, la globalità dei dati ci mostra una crescente attenzione al tema enogastronomico e anche un nuovo profilo del turista”.

Nel 2020, dunque, i turisti italiani hanno riscoperto l’Italia come destinazione, scelta quasi obbligata dalle restrizioni imposte ai viaggi internazionali.

Le località di mare sono diventate la porta di accesso per partecipare a esperienze enogastronomiche memorabili nell’entroterra (53% dei turisti enogastronomici), davanti alle città d’arte e alle destinazioni montane.

La voglia di vivere all’aria aperta spinge i turisti alla ricerca di sistemazioni come agriturismi (l’86% ha intenzione di alloggiarvi) e relais di campagna (59%), con una ricerca di soluzioni innovative, tra cui spiccano alberghi a tema cibo-vino (56%), glamping (29%) e case sugli alberi (32%).

Nella scelta degli hotel, la presenza di un’offerta che valorizza i cibi tipici locali appare sempre più determinante e l’80% degli intervistati si aspetta una prima colazione a base dei prodotti del luogo.

I CAMBIAMENTI

Sono cambiate le scelte.

Alle tradizionali visite in cantina, percepite come troppo simili tra loro dal 60% dei turisti enogastronomici (+6%) e all’approccio “passivo”, si sostituisce la volontà del turista enogastronomico di prendere attivamente parte alla visita.

Ad esempio, in un’azienda vitivinicola, diventa egli stesso un elemento di quella comunità agricola (ad es. vendemmia attiva) e agisce in sintonia con la natura (raddoppia la percentuale di chi vuole raggiungere l’azienda in bicicletta, scende di 9 punti la quota di chi vorrebbe usare l’automobile). 

Se nella scelta di visitare un’azienda o un territorio continua a prevalere il passaparola tra amici  e  conoscenti (55%), il Rapporto evidenzia un peso sempre più importante dei social network con Instagram in crescita (+4%) rispetto a Facebook che continua comunque a essere lo strumento social più utilizzato.

Cambiano insomma le modalità di accesso all’esperienza e la digital revolution acquista un peso rilevante nella fase pre e in quella post esperienziale.

VOGLIA DI BENESSERE 

Cresce anche la voglia di benessere.

Il 65% dei turisti enogastronomici sarebbe interessato a frequentare percorsi e workshop nelle aziende di produzione con informazioni utili sul benessere psicofisico.

Il 64% vi vorrebbe praticare attività sportiva all’aria aperta.

Via libera allora a yoga, “forest bathing” (immersione nella quiete dei boschi che aiuta a combattere lo stress e a rafforzare il sistema immunitario) e  agli sport in ambiti rurali, come il fitness in vigna.

TOP TEN

Tra le regioni italiane, al primo posto come meta enogastronomica più desiderata troviamo la Sicili.

Seguita, poi, da Emilia-Romagna e Campania.

A seguire la Puglia e la Toscana.

La città preferita dai turisti enogastronomici italiani è Napoli.

Poi Bologna e Palermo per gli italiani in generale.

Rom, invece, per i turisti enogastronomici.

Mentre per quanto riguarda i Paesi stranieri ritenuti la migliore destinazione enogastronomica, al primo posto la Spagna, seguita dalla Francia e poi  dalla Grecia. Parigi si guadagna la prima posizione tra le città straniere preferite per l’enogastronomia, mentre  seguono nella graduatoria le città spagnole di Barcellona  e Madrid.

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