Un viaggio esperienziale per conoscere l’Italia e il mondo attraverso l’universo del vino

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Cuori diVini

Il tempo passa in fretta quando siamo insieme noi

da | 12 Giu 2020 | Confidential

Un uomo che incarna tutta la cultura e la tradizione del Sud: pelle abbronzata, corpo possente, braccia grandi e accoglienti.

Simpatia, ironia e divertimento sono le prime caratteristiche che si possono apprezzare di Maurizio Cerio, con lui non ci si annoia mai. Ha la carica esplosiva di un vulcano. Instancabile lavoratore, sovrintende ormai da più di trent’anni alla vastissima cantina del Don Alfonso 1890, che contiene verticali da brivido e chicche introvabili altrove.  “Un creativo, generoso, buono, lunatico, geniale e insopportabile allo stesso tempo”, così come ama definirlo affettuosamente lo stesso Mario Iaccarino che con lui lavora a stretto contatto quotidianamente.

CHI È MAURIZIO CERIO?

Sono una persona semplice nata 57 anni fa a Civitavecchia e vissuta molti anni a Viterbo. Mi considero un uvaggio tra un Merlot dell’Alto Lazio e un Aglianico campano.

COS’È SECONDO TE LA FELICITÀ?

È un momento, un attimo. Non sono mai andato alla ricerca della felicità perché sono convinto che non sia qualcosa di perpetuo. La felicità è fatta di morsi.

COS’È PER TE L’AMORE?

È tante cose, un sentimento per una donna, per un animale, per il lavoro che si fa. È un emozione a 360 gradi. Ci sono tanti amori nella vita, uno solo sarebbe riduttivo.

IL TUO PIÙ GRANDE PREGIO?

La sensibilità, anche se a volte non paga.

IL TUO PIÙ GRANDE DIFETTO?

Ne ho tanti. Sono troppo diretto, dico sempre in faccia a chiunque quello che penso… e a volte vedo che le persone che non mi conoscono possano rimanere male per questa mia schiettezza. Anche in ambito lavorativo non riesco a fingere, la mia faccia è un libro aperto.

IL LIBRO PIÙ BELLO O CHE TI HA CAMBIATO LA VITA?

L’ultimo pranzo di Babette”. Ricordo che la prima volta che ho letto questo libro ero entrato da poco nello staff del Don Alfonso, e questa lettura mi ha fatto capire in che mondo fossi entrato. Trentadue anni fa capivo poco di ristorazione e vino… figurati che ancor oggi penso che ogni giorno ci sia un mondo nuovo da scoprire. La noia per me non esiste.

IL FILM MIGLIORE DI TUTTI I TEMPI?

Ce ne sono tanti, ma se devo citarne uno è “Il miglio verde”.

LA TUA CANZONE PREFERITA?

Ascolto musica di vari generi, ma affettivamente scelgo “Tu sei l’unica donna per me” di Alan Sorrenti e la dedico a mia moglie.

A CHI VUOI DIRE UN GRAZIE?

A mia moglie, appunto, perché mi ha sempre appoggiato. Con un lavoro come il mio trascorro poco tempo a casa, ma lei capisce, mi è sempre stata vicina.

CHI TI HA ISPIRATO NELLA TUA CARRIERA?

Ho cominciato a lavorare solo per me stesso, ma Livia e Alfonso Iaccarino sono riusciti ad incuriosirmi. Grazie a loro ho cominciato a frequentare i primi corsi da sommelier. 

COS’È PER TE IL VINO?

E’ come l’essere umano: nasce, vive, evolve e muore.

SPIEGA IL TUO MESTIERE IN UNA FRASE O MEGLIO ANCORA IN UNA PAROLA?

Fantastico.

IN COSA CREDI?

In me stesso.

CHI È UN COMUNICATORE CHE STIMI?

Apprezzo quelli della vecchia scuola come Veronelli, Giacomo Bologna e Maurizio Zanella. Tra i più giovani  Roberto Cipresso e Luigi Moio.

UN AUGURIO CHE VUOI FARE A WINE AND TRAVEL?

Innanzitutto di avere la classe e l’unicità di Food and Travel. Sono felice che tu mi abbia coinvolto nel progetto, siamo un bel team di professionisti seri ed apprezzati…e come sai ne stanno già parlando tanti in maniera entusiasta.

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