Il Gruppo San Bartolomeo di Caselle di Montepulciano entra nel mercato del vino

da | 5 Lug 2020 | News

Parco Villa Trecci

Il Gruppo San Bartolomeo di Caselle di Montepulciano, Siena, entra nel mercato del vino. La prima annata uscirà nel 2021.

Sarà una selezionata produzione biologica di Nobile di Montepulciano. Il gruppo San Bartolomeo di Caselle, a Montepulciano, in provincia di Siena, al quale fanno capo Parco Villa Trecci e Villa Benefizio, progetta una nuova sfida nell’obiettivo di creare lavoro ed esaltare le bellezze del territorio.
L’azienda possiede, nella collina che guarda il paese, adiacente all’orto biologico che circonda il resort Villa Benefizio, un vigneto di circa 2,7 ettari con diritto, riconosciuto dal Consorzio del Nobile di Montepulciano, a produrre il Nobile, il prestigioso vino DOCG.

Andrea Sorlini
Andrea Sorlini


“La passione che accomuna tutte le nostre attività e l’amore per la natura ci hanno portato a recuperare nel 2018 l’impianto della vigna datato 1964”, spiega Andrea Sorlini, figlio dei proprietari del gruppo San Bartolomeo di Caselle. “Il recupero di vecchi cloni presenti è stato fondamentale. Prima abbiamo dovuto operare un’azione di salvataggio verso le piante malate di Mal dell’esca, una malattia della vite, causata da funghi, che aggredisce il legno e i vasi linfatici, impedendo la salita di nutrienti dalla radice alla pianta. Abbiamo effettuato una vera e propria operazione di microchirurgia, che nello specifico si chiama dendrochirurgia, per poter eliminare la parte necrotica della pianta e poterla rivitalizzare al fine di poter ottenere
una qualità uniforme”, racconta Andrea Sorlini. “In seguito, abbiamo fatto analizzare all’Istituto di Agronomia San Michele all’Adige le qualità dei cloni. I cloni presenti sono san giovese, nel clone prugnolo gentile, malvasia nera, colorino e mammolo, trebbiano toscano, malvasia bianca e grechetto, questi ultimi vitigni sono uve a bacca bianca, presenti nel disciplinare di produzione del Nobile risalente agli anni 60/70, e che aggiungono al vino più longevità, più acidità e un colore più scarico”.

La prima annata, il 2018, uscirà nel 2021, con una piccola produzione di qualità. Il processo di vendemmia avviene con raccolta manuale e con una selezione in vigna, grappolo per grappolo, delle uve migliori. In cantina sul banco di cernita, viene effettuata artigianalmente la scelta acino per acino per usare i chicchi migliori, e la pesta dell’uva avviene alla vecchia maniera: con i piedi. La fermentazione alcolica avviene in botti di cemento, la malolattica in botti da 20 ettolitri in rovere di Slavonia dove si svolge anche l’invecchiamento per almeno 18 mesi, per poi passare al successivo affinamento in bottiglia. Si prevede una produzione di circa 1820 bottiglie destinata al mercato italiano ed estero.

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