Igor Boccardo, un bicchiere a metà non si lascia mai

da | 5 Mar 2021 | Confidential, News

Igor Boccardo


Igor Boccardo è il CEO di Genagricola, la più estesa azienda agricola italiana. Un manager preparato, capace, con una passione e un entusiasmo straordinario per il suo lavoro. Un piemontese doc che lavora sodo, che non ha bisogno di futili gratificazioni, che sa coordinare il lavoro dei suoi collaboratori per ottenere il meglio da ciascuno di loro, motivandoli e coinvolgendoli pienamente.  Un uomo che con umiltà ammette che lavorando si può sbagliare, che i fallimenti fanno crescere, ma l’importante è capire perché si è sbagliato e come fare per recuperare l’errore.  Perché come diceva Steve Jobs, “Spesso, quando innovi, fai degli errori. È meglio ammetterli rapidamente, e continuare a migliorare le altre tue innovazioni”. 

CHI È IGOR BOCCARDO?

Sono una persona normalissima che ha una moglie e due figli, e che di lavoro fa il manager da un po’ di anni.

GENAGRICOLA È LA PIÙ ESTESA AZIENDA AGRICOLA ITALIANA, CON OLTRE 8000 ETTARI COLTIVATI SUL TERRITORIO NAZIONALE E Più di 5000 IN ROMANIA. COSA SIGNIFICA ESSERE AMMINISTRATORE DELEGATO DI UN’AZIENDA COSÌ IMPORTANTE?

Sicuramente è una posizione di responsabilità: la affronto come ho affrontato tutti i miei lavori fino ad adesso, mettendoci cuore, animo ed energia.

Il mio ruolo implica delle responsabilità verso gli azionisti: devo far sì che questo business abbia la sua corretta dignità all’interno del gruppo in cui viviamo.

Io la vivo anche in un altro modo: significa avere la responsabilità di un business importante, soprattutto per le persone che ci lavorano dentro. Siamo circa 350, possiamo immaginare di essere 200 famiglie e la mia responsabilità è sostenere le 200 famiglie che vivono di questo.

COSA LA RENDE UN LEADER DI SUCCESSO? 

Non mi sono mai considerato un leader e il successo lo definisce qualcun altro.

Mi definisco una persona che si applica in quello che fa, che ha la fortuna di fare un lavoro che lo diverte. Forse è questo il successo: alzarsi al mattino e avere voglia di fare perché ti piace, ci metti testa e cuore.

I risultati seguono: sono una conseguenza.

Gli altri ti seguono per quello che fai e per la coerenza che mostri tra ciò che dici e ciò che fai.

COSA L’HA PIÙ DIVERTITA NELL’ENTRARE NEL MONDO DEL VINO?

Il mio passato è molto diverso rispetto all’agricoltura ed al vino: sono un chimico ed ho sempre lavorato nel largo consumo.

Sono una persona estremamente curiosa e da un anno e mezzo lavoro in Genagricola, divertendomi come un bambino perché ogni giorno scopro qualcosa di nuovo.

Siamo strutturati sul territorio italiano con 22 siti produttivi differenti, ogni sito è diverso dall’altro. Sono tante belle piccole monadi ed anche la stessa coltura in due siti differenti assume sfaccettature diverse. Andando poi in giro per questi siti si scoprono territori e persone diverse. Non c’è un giorno uguale all’altro.

Non ci si può annoiare!

QUANTO È IMPORTANTE IL POTENZIALE UMANO IN UN’AZIENDA?

Tutto.

Se l’azienda è composta da una sola persona che appiattisce tutto, vale zero: il fattore umano è cruciale. Non siamo degli “one man band”, abbiamo bisogno di un grande team attorno a noi.

SI È AVVIATA UNA VERA E PROPRIA RIVOLUZIONE CHE VUOLE TRAGHETTARE GENAGRICOLA (E ANCHE L’AGRICOLTURA ITALIANA) NEL TERZO MILLENNIO. IN COSA CONSISTE QUESTA RIVOLUZIONE?

A me non piace mai parlare di rivoluzione tranne quando si parla di astri.

Il punto è che l’agricoltura è vista purtroppo – e soprattutto dai giovani – come un’attività che sfrutta il territorio danneggiandolo: cosa forse vera nel passato ma sicuramente non più oggi.

Entrando in Genagricola ho scoperto che l’agricoltura è 4.0: si mettono sensori nel terreno, si utilizzano mappe satellitari che interagiscono con le macchine agricole per usare prodotti solo quando serve, dove serve e quanto ne serve. C’è un altissimo tasso tecnologico che porta ad un assoluto rispetto dell’Ambiente.

Ecco, questo è il punto cardine: rispetto del territorio. Si può e si deve dare valore al territorio rispettandolo: è la parte centrale del nuovo manifesto di Genagricola che stiamo scrivendo. Due grandi pilastri: uno tipico del nostro DNA, la sicurezza – ambientale, del prodotto, economica – l’altro, la sostenibilità. Non è greenwashing – cioè ecologismo di facciata – ma il modo in cui daremo valore ai territori in cui operiamo. Si può trarre giovamento dal terreno solo se sta bene, solo se è ricco e fertile.

A sottolineare tutto questo abbiamo dato via ad un progetto aziendale di circolarità e nel 2022 pubblicheremo il nostro primo bilancio di sostenibilità.

MEGLIO ESSERE TEMUTI O RISPETTATI?

Essere temuti, secondo me, non è mai un bene, quindi: temuti no, rispettati sì.

Il rispetto bisogna guadagnarselo stando con le persone, facendo chiarezza, parlando in maniera franca. Trasparenza, onestà e lealtà sono valori imprescindibili per creare una relazione. Si ha paura quando non si vuole affrontare la realtà.

Rispetto anche dei ruoli: le aziende non sono comunità democratiche, hanno una gerarchia ed il rispetto dei ruoli è fondamentale per farle funzionare. Non ho timore del mio capo, ho un profondo rispetto per lui.

IL VINO DEL CUORE DI IGOR BOCCARDO?

Da buon piemontese direi il Barolo ma anche la Barbera è nel mio cuore.

Mio nonno era di Bussolino di Gassino e mi ricordo che il sabato e la domenica andavamo in campagna ed era il vino che veniva comunemente servito “sfuso”. Trent’anni dopo ho scoperto che il Barbera era considerato il peggiore dei vini: ecco perché mio nonno chiedeva “quella buona”…

Poi sono arrivati personaggi del calibro di Giacomo Bologna che hanno cambiato la percezione collettiva di questo vino.

Il Barolo è un vino nobile da sempre, la Barbera è un vino completamente diverso, difficile, che ha dovuto abbattere dei muri.

QUALI SONO LE DECISIONI PIÙ DIFFICILI DA PRENDERE?

Quelle che hanno un impatto sul lungo periodo.

Ci sono delle decisioni che guidano investimenti o manovre tattiche e che si esauriscono velocemente nel tempo. Ci sono altre decisioni estremamente importanti, quelle “di direzione”: è il famoso strabismo del manager, che deve guardare contemporaneamente all’oggi e al futuro.

Le decisioni più difficili da prendere sono quelle che guardano al futuro, perché per coerenza ti portano a rinunciare ad opportunità immediate ma – forse – momentanee. 

MISSIONE, TEAM, PERSEVERANZA. I TRE ELEMENTI DEL MITO DI ENEA SONO PER MARK ZUCKERBERG, CEO DI FACEBOOK, I CAPISALDI DELLA FORTUNA DI UN’AZIENDA. CHE COSA NE PENSA?

Sono i primi tre mattoni per costruire una storia di successo, sono la base del management.

Bisogna avere una mission (corredata da una vision) ed un team per “mettere a terra” i propri valori, altrimenti non ci può essere Azienda. La perseveranza poi – anche se in questo periodo usiamo il termine di resilienza – porta al successo.

Mi piace aggiungere la motivazione: la voglia di fare è tutto.

UN UOMO DEL MONDO DEL VINO CHE HA LA SUA STIMA.

Prima di tutti Giancarlo Fancel, il presidente di Genagricola, un grande intenditore e appassionato di vino.  Poi Riccardo Cotarella: lui è il vino, un concentrato di tutto ciò che c’è da sapere.

BICCHIERE MEZZO PIENO O MEZZO VUOTO?

Sempre mezzo pieno, ma comunque da riempire. Un bicchiere a metà non si lascia mai.

CONCLUDIAMO CON LA CANZONE DEL CUORE DI IGOR BOCCARDO. QUAL È E A CHI LA DEDICHIAMO?

Direi “Red Red Wine” degli UB40, visto l’argomento di cui parliamo. La dedichiamo a tutta la mia squadra, che è fantastica e mi aiuta molto nella guida. Sarebbe bello poterla cantare di fronte a grandi successi ma è solo questione di tempo: sono sicuro che le cose che stiamo facendo sono quelle giuste.

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