Un viaggio esperienziale per conoscere l’Italia e il mondo attraverso l’universo del vino

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Cuori diVini

Ho visto in te il tesoro più pregiato, la tua inestimabile ricchezza, la voglia di sognare

da | 16 Giu 2020 | Confidential

“Se le tue azioni ispirano gli altri a sognare di più, imparare di più, fare di più e diventare di più, sei un leader”, è, a mio parere, una delle più grandi frasi di  John Quincy Adams,  sesto presidente degli Stati Uniti d’America. Bastano poche parole con Marco Alberizzi, amministratore delegato di  Stock Spirits Italia,  per capire perché sia così amato dai suoi collaboratori e perché sia appunto un grande leader. È coinvolgente, è passionale, un sognatore che riesce a far sognare anche chi lo ascolta. E anch’io ne sono rimasta rapita. Vorrei provare attraverso poche parole tratte dal film di Alessandro Siani “Si accettano miracoli” a descrivervi cosa mi ha trasmesso questa intervista con Marco: “Come un novello Cristoforo Colombo sono approdato in te con le mie tre caravelle: la mente, il cuore e l’anima. E ho visto in te terre mai esplorate prima, ma soprattutto il tesoro più pregiato, la tua inestimabile ricchezza, la voglia di sognare”.

CHI È MARCO ALBERIZZI?

Sono milanese, un viaggiatore appassionato, amo la fotografia, l’editing video, la musica. Sono una persona che ha sempre cercato di fare cose diverse, sperimentando e mettendomi alla prova. Me la cavo bene con i numeri. Mi sono sempre occupato di marketing e di vendite sia dal lato consulting che dal lato trade. Ho fatto esperienza per venticinque anni nel mondo degli alcolici, poi un percorso in Ferrero… fino a quando, come dico sempre, ho deciso di alzare il mio grado alcolico con spirito e vino.

QUAL È IL COCKTAIL DELLA FORTUNA SECONDO TE?

Per me il gin tonic. Lo bevevo quando ero giovane, e il primo amore non si scorda mai, anche se poi negli anni era diventato desueto. Ora però lo bevono tantissimo i ragazzi, cui mi piace dire “Io ero già giovane prima di voi, e lo sono rimasto”.

QUAL È IL TUO RISTORANTE DEL CUORE E IL PIATTO CHE PREDILIGI?

Amo le locande tipiche, informali, dove si può passare tempo con gli amici, possibilmente in riva al mare. Adoro la pasta alla carbonara perché è un piatto sfizioso e goloso.

FACCIAMO UN BRINDISI CON GLI AMICI. COSA BEVIAMO?

Sicuramente uno spumante di Castello di Cussago, una piccola realtà in Franciacorta. Una cantina craft, artigianale. I nostri vini sono biologici, teniamo sotto controllo le emissioni di anidride carbonica. L’impronta della famiglia Cozzo è dietro ai nostri vini. Quindi brindiamo con un Satin o con un pas dosé, che è il prodotto di punta tra i nostri spumanti.

QUALI SONO SECONDO TE LE CARATTERISTICHE DI UN UOMO DI SUCCESSO?

Innanzitutto la curiosità e la capacità di mettersi sempre in discussione. Mi piacciono le persone che si pongono delle domande. Poi la combattività, per superare ogni ostacolo. Altra caratteristica essenziale è la capacità di saper misurare i rischi: bisogna saper analizzare le possibilità di successo ed eliminare quelle di insuccesso. Infine la capacità di mutuare possibilità da contesti diversi adattandole al proprio. Oggi la commistione di culture e modi diversi può veramente generare qualcosa di unico, mai visto prima. Il successo è di chi fa qualcosa per gli altri senza chiedere nulla in cambio.

COS’È PER TE L’AMORE?

Passione senza ragione, qualcosa che si sente dentro e non si riesce a contenere. Il vero senso di tutto quello che siamo e facciamo.

UNA CANZONE CHE VUOI DEDICARE A TUTTE LE DONNE CHE LAVORANO PER TE?

Le donne sono state molto importanti nella mia sfera lavorativa. Nel marketing, ad esempio, hanno la capacità di cogliere sfumature meglio di noi uomini, e quindi riescono a capire meglio le esigenze del cliente. A loro dedico “One ” degli U2 , una canzone che piace molto a me.

CHE PROFUMO USI?

Dior. Sono un uomo che il profumo non lo sceglie, lo fa scegliere a sua moglie. Il profumo è un modo di farsi piacere agli altri. Mio padre lavorava nel campo della profumeria, da giovane invece cambiavo profumo ogni giorno.

COME VORRESTI CHE FOSSE L’EDITORIA?

Vorrei che fosse libera dal punto di vista espressivo, ma controllata nella qualità della circolazione.

L’UOMO E LA DONNA CHE STIMI DI PIÙ?

Come uomo mio padre, senza dubbio. Per la sua capacità di mettersi in gioco, per aver voluto sempre tener fede ai suoi principi senza scendere a compromessi, perché si è sempre spinto oltre i limiti personali sperimentando, viaggiando, fotografando. Senza essere un genio, un dio, ma mantenendo una grande umiltà. Era direttore di grandi stabilimenti, ma non dimenticherò mai una cena aziendale nel periodo di Natale in cui si è messo a ballare il rock’n’roll con la segretaria. Le prime donne invece che ho stimato sono le mie prime due cape, Susanna e Paola. Ho cominciato a lavorare con loro. Mi hanno sempre inculcato la gioia di lavorare, grande rispetto e la voglia di far crescere le persone. Ho imparato che quando si è giovani si hanno tante idee, ma che poi, crescendo, siamo talmente assorbiti dal lavoro che queste cominciano a mancare. Quindi bisogna sfruttare le idee che vengono dai più giovani… è quello che faccio ora.

COLORE DELLA CRAVATTA?

Sono allergico alla cravatta, la tengo in macchina o nel cassetto della scrivania per il caso che serva proprio. Ne ho una trentina, tutte blu di varie sfumature.

CHE ARMI HAI USATO PER SEDURRE TUA MOGLIE?

Con l’elemento sorpresa. Sono una persona di marketing: sorprendo i consumatori facendo cose inaspettate, impreviste. 

UN AUGURIO CHE VUOI FARMI PER WINE AND TRAVEL?

Che sia un progetto di successo, aggregante, che aiuti l’italianità a continuare a fiorire; un progetto che riesca ad unire persone positive. Hai scelto un team con persone di età e pensieri diversi, ma tutte positive, coese verso un obiettivo comune, come si legge nel claim della testata. Poi la scelta del nome Wine and Travel ha già la forza del sogno e della positività.

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