Un viaggio esperienziale per conoscere l’Italia e il mondo attraverso l’universo del vino

Gli stereotipi del vino vanno eliminati

stereotipi
19 Dic, 2020

Gli stereotipi di genere femminile – maschile, nella descrizione del vino vanno definitivamente mandati in pensione perché sono offensivi .

Vicki Denig ci regala un’autentica perla intitolata <<Time to Kill Gender Stereotypes in Wine>> e pubblicata su Wine Searcher. Il punto di partenza sono gli stereotipi di genere nella descrizione dei vini: quelli “femminili” morbidi, eleganti e delicati, quelli “maschili” potenti, muscolosi e robusti. Un modo di esprimersi vecchiotto ma che secondo Vicki Denig è ancora diffuso <<nel Vecchio Mondo, in particolare in Francia>>.

GLI STEREOTIPI DI GENERE NELLA DESCRIZIONE DEL VINO

La maggior parte degli esperti interpellati da Vicki ammette di aver usato termini come femminile/maschile nel descrivere i vini, ma di averlo abbandonato trovandolo lontano dal sentimento attuale per cui suona quasi offensivo. Tuttavia c’è chi continua <<lo odio, ma lo uso>> dice Jeff Harding, direttore beverage al Waverly Inn di New York.

Molti considerano l’uso di stereotipi di genere una scorciatoia <<che tutti capiscono>>.
Sarà anche vero ma, come sottolinea Richard Betts <<chiamare un vino maschile o femminile significa sottoscrivere una vecchia idea del mondo (e per giunta binaria) che non prevede la vasta gamma di diversità della nostra meravigliosa umanità>>. In altre parole da per scontato che i gay non esistano.

MARKETING DEL VINO SEMPRE PIU’ ROSA

Ma la questione di genere, riguardo al vino, può essere guardata anche da altri punti di vista, come giustamente fa notare Civiltà del Bere. E’ sotto gli occhi di tutti come il marketing delle bevande alcoliche, vino compreso, guardi alle consumatrici donne con maggior interesse e scelga packaging, messaggi, colori … proprio per attrarre la loro attenzione. Il potere socioeconomico delle donne cresce e con questo anche il valore delle bottiglie che comprano.

DONNE DEL VINO IN TUTTO IL MONDO

La crescita di importanza delle donne non dipende solo dal valore e dal numero delle bottiglie che comprano ma anche dal ruolo che stanno assumendo nel comparto produttivo e commerciale del vino. E non solo in Italia, dove l’associazione Donne del Vino conta oltre 900 produttrici, ristoratrici, enotecarie, sommelier, giornaliste, esperte … ma in tutto il mondo. Esistono infatti organizzazioni simili in quasi tutti i Paesi produttori di vino e si collegano a quella italiana attraverso un network di servizi e comunicazione. L’annuario 2020 delle Donne del Vino, per la prima volta, contiene le informazioni e i QRCode che aprono l’elenco delle donne del vino di tutto il mondo.

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