Giuseppe Cupertino, il rigore che rende diversi

da | 21 Gen 2021 | Confidential, News

Giuseppe Cupertino@Vito Gallo

Sono stata fortunata per aver conosciuto una persona eccezionale, che mi ha fatto emozionare. Per aver ascoltato la storia delle sue scelte, fatte sempre per migliorarsi; non per pura ambizione personale o smania di ricchezza. Giuseppe Cupertino vive il mondo del vino come una missione, e per questa ha affrontato grandissime rinunce improntate all’etica, alla bellezza, alla cultura. Figlio di contadini, è riuscito ad affermarsi con enorme fatica, rinunciando alle cose futili e ai compromessi. Ama le fotografie, perché gli ricordano un’emozione provata. Orgogliosissimo, un uomo vero, con una nobiltà d’animo fortissima. I suoi sentimenti sono puri: s’interessa dei produttori, della gente semplice, lontana dalla meschinità, dalle menzogne, dalla cattiveria, dal cattivo gusto. Mi ha trasmesso la sua cultura straordinaria, mi ha fatto ancor più amare la cultura del Sud. Giuseppe Cupertino mi ha lasciata stupefatta: ho riconosciuto in lui il mio stesso rigore. Sempre con un sorriso. Quello che ci rende diversi.

CHI È GIUSEPPE CUPERTINO?

Un uomo appassionato che ha fatto del suo lavoro la sua vita, che vuole bene alla sua terra d’origine. Un professionista che tramite il vino sta vicino ai produttori che hanno fatto grande la Puglia.

COSA SOGNAVI DI FARE DA GRANDE?

Volevo diventare una persona con un merito, con valore, esattamente quello che sono diventato. Sono un professionista stimato e umile. Provengo da una famiglia di contadini e ringrazio tutti i giorni i miei nonni e i miei genitori per avermi dato la possibilità di crearmi un futuro. Volevo diventare quello che sono esprimendomi liberamente.

CHE COSA SIGNIFICA ESSERE UN SOMMELIER?

Bella domanda. Credo che significhi operare quotidianamente, continuando a studiare per apprendere sempre di più. Il mondo del vino è in continua evoluzione. Poi il sommelier deve essere colui che riesce a comunicare donando emozioni. Per far questo bisogna entrare nelle grazie dei produttori, carpendone i segreti per poi trasferirli a chi dovrà bere quel vino.

QUAL È IL TUO SEGNO ZODIACALE?

Sagittario pieno.

COSA FAI NEL TEMPO LIBERO?

Pratico il mio lavoro. Mi diverto ad inseguire i produttori. Li accompagno in vigna… annuso la terra. Il profumo della vendemmia mi ricorda la mia infanzia e la mia adolescenza. Poi amo socializzare con i giovani trasferendo le mie idee, le mie emozioni e l’impegno del mio lavoro, sperando di generare cultura nelle nuove leve.

SEI AMBIZIOSO?

Tantissimo. Sono nato con l’ambizione. Ambivo fin da piccolo a diventare qualcuno. Oggi ambisco ad essere conosciuto come una persona che ha trasmesso i valori veri della mia regione, che considero unica al mondo.

SEI LEALE?

Sono il più leale. Lealtà che mi ritorna nel rispetto delle persone che conosco. Questo valore me lo ha insegnato mio nonno. Ricordo sempre le sue parole: “Non avere mai paura di esprimere le tue idee. Fallo senza timore. Gli altri ti daranno fiducia”.

COSA TI PIACE COLLEZIONARE?

Amo collezionare fotografie, perché mi ricordano un’emozione provata. Nei momenti tristi guardare una vecchia foto mi dà forza e mi aiuta a migliorarmi.

LUCI ED OMBRE NEL MONDO DEL VINO.

Cominciamo dalle luci. Amo il mondo del vino perché dà emozioni, racconta un territorio, una famiglia, parla di cultura, tradizioni, radici. Il vino unisce le persone, crea condivisione, convivialità. È un mondo che viene tramandato di generazione in generazione. In merito alle ombre, invece, credo che spesso si verifichi lo sfruttamento di un bene per interessi puramente commerciali. C’è stata tanta comunicazione sbagliata sfruttando il nome dei produttori.

QUAL È LA PARTE DEL CORPO FEMMINILE CHE PREFERISCI?

In una donna guardo molto le mani. Curo molto le mie, e pretendo dalle donne che mi circondano la stessa cura. Le mani raccontano il lavoro di una persona, l’attenzione al dettaglio. Amo le mani di mia mamma con i segni del lavoro e adoro la sua cura nel voler nascondere le imperfezioni.

BICCHIERE MEZZO VUOTO O MEZZO PIENO?

Sempre mezzo pieno. Sono un ottimista che vede la vita in positivo. Ho il carattere del leader che spinge, ma non trascino. La gente mi chiede supporto proprio per la mia positività, sempre però supportata da una buona dose di realismo.

CREDI CHE LA PUGLIA SIA TERRA DI GRANDI VINI?

Assolutamente sì. E questo spiega anche perché un giovane come me, con diverse esperienze, sia tornato nella propria regione natia per dare il suo contributo. Credo che oggi la Puglia abbia prospettive enormi per le tante eccellenze presenti sul territorio, di cui forse non eravamo consci fino a poco tempo fa. Il mio augurio è però che la Puglia mantenga sempre la sua genuinità.

QUAL È IL TUO PIATTO PREFERITO?

Le fave con la cicoria, un piatto che mi ricorda la mia adolescenza. Quanto era bello mangiare tutti insieme da un’unica coppa!

UN VINO CHE AMI PARTICOLARMENTE?

Restando nella mia regione, direi il Primitivo di Manduria. Mi ricorda l’inizio della mia esperienza lavorativa e poi quella associativa. A livello invece nazionale direi il Nebbiolo, per la sua grande qualità e diversità.

UN COLLEGA CHE STIMI?

Valter Meccia, uno che lavora sul campo, che non ha mai smesso di insegnare l’eleganza. È genuino e simpatico a tutti. Poi ha una conoscenza incredibile, e “quando va in scena fa tacere tutti”.

NELLA COMUNICAZIONE DEI VINI PUGLIESI COSA MANCA?

L’autorevolezza. Bisognerebbe generare qualità mettendo insieme figure professionali che possano comunicare in modo adeguato il vino pugliese. Oggi ci sono più figure che parlano di vino in maniera commerciale piuttosto che esperienziale e tecnica e quindi autorevole.

HAI UNA CANZONE DEL CUORE?

Più che canzone è un brano di Ennio Morricone che mi accompagna da tutta la vita: “Gabriel’s Oboe – The Mission (Main Theme)”. Sono un grande ammiratore di Morricone e l’ho seguito in tantissimi dei suoi concerti nei più bei teatri e arene d’Europa.

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