Gabriele Gorelli, nessun preconcetto

da | 10 Mar 2021 | Confidential, News

Gabriele Gorelli

Gabriele Gorelli è il primo Master of Wine italiano. Il più ambito riconoscimento per chi lavora nel mondo dell’enologia, un percorso faticoso fatto di sacrifici, per comprendere e comunicare l’immenso universo che gravita intorno al vino. Nato a Montalcino, è un ragazzo determinato che vive la vita e le relazioni senza pregiudizi, e che trova sexy l’intelligenza delle donne. Ha ottenuto un risultato straordinario avendo un atteggiamento straordinario, tipico dei più grandi campioni: ha creduto di potere. Perché –  come dice Muhammad Ali, uno dei più grandi atleti della storia della boxe –  “I campioni non si fanno nelle palestre. I campioni si fanno con qualcosa che hanno nel loro profondo: un desiderio, un sogno, una visione”.

CHI È GABRIELE GORELLI?

Da pochi giorni posso rispondere con orgoglio che sono un Master of Wine, che per me vuol dire trasversalità nel campo d’azione. Oggi riassumo il mio titolo dicendo che sono un brand builder, definizione che comprende sia il dare un’immagine a un vino che la percezione che chi beve quel vino ha. 

SEI IL PRIMO MASTER OF WINE ITALIANO. A CHI HAI DEDICATO QUESTO SUCCESSO?

Ad un amico che non c’è più e che sarebbe stato felice per me.

CHE EMOZIONI HAI PROVATO QUANDO HAI OTTENUTO QUESTO IMPORTANTE RICONOSCIMENTO? 

Mentre aspettavo la telefonata per sapere l’esito ero tesissimo. Nel frattempo ricevevo le chiamate delle compagne di corso, la prima che è passata, la seconda che non ce l’ha fatta. Ti lascio immaginare come la tensione continuasse a salire. Poi, alle ore 8.30, il verdetto: ho pianto in maniera inesauribile, tanto che mio figlio, ancora troppo piccolo per poter capire che noi grandi piangiamo anche di gioia, continuava a portarmi i suoi giochi per consolarmi. 

UN MOMENTO PARTICOLARE DEL TUO PERCORSO CHE NON DIMENTICHERAI MAI?

Risale al 2018: aspettavo l’esito dell’esame di teoria (avevo già superato quello di degustazione) e la telefonata è arrivata mentre stavo cambiando il pannolino a mio figlio. Quando aspetto delle notizie mi trovo sempre nello stesso luogo e con mio figlio. 

LA PRIMA PAROLA CHE TI VIENE IN MENTE?

“Liberazione”. Da qualcosa che mi è pesato sulle spalle per anni. Una grande tensione accumulata in un percorso molto difficile da portare a termine.

COME VEDI IL MONDO DEL VINO NEL FUTURO? 

Sicuramente diverso. Il 2020 è stato un anno molto difficile, ma chi aveva le idee chiare ha saputo rispondere prontamente alla crisi. Non ci si può aspettare che tutto riparta come prima.  Si darà sicuramente più importanza alle relazioni del dare-avere: si dovrà ascoltare di più e poi agire. 

UNA CENA IN ITALIA. SCEGLI IL RISTORANTE, UN PIATTO E UN VINO.

Direi da Uliassi a Senigallia: entrée di pesce con agrumi abbinata ad un vino regionale come il Verdicchio di Villa Bucci.

COME PENSI CHE L’ITALIA POSSA ESSERE SUPERIORE AL RESTO DEL MONDO?

Pensando ad un’Italia unita e unificata. Non si dovrebbero più sperperare risorse in base ai campanilismi, il Paese dovrebbe dare all’estero un’immagine unita e identitaria. La percezione che invece hanno ora all’estero di noi è spesso ondeggiante, mista, confonde le idee sul messaggio finale. I francesi su questo sono molto avanti, hanno una visione regionale ben delineata.  L’Italia è superiore ad ogni altro Paese come livello quantitativo, ma  c’è bisogno invece di un approccio più qualitativo, che convogli meglio le azioni che si fanno. Ti racconto un aneddoto che ti farà capire. Ero in un gruppo di lavoro e per alcuni la diversità era la forza, per altri invece una debolezza.

I MILLENNIALS E IL VINO. QUALI ETICHETTE POTRANNO CONQUISTARE I GIOVANI?

I giovani sono curiosi, vanno conquistati con sistematicità. Bisogna invitarli ad approfondire. I vini dedicati a loro dovranno avere uno stile contemporaneo, devono essere più diretti, senza ossidazioni, “croccanti”, succulenti e anche succosi. Vini da bere da soli, ma  capaci anche di creare momenti conviviali. In una parola, vini bevibili.

QUALI SONO I TUOI HOBBY? 

Innanzitutto lo yoga, una disciplina che mi ha garantito di rimanere tranquillo, sveglio e attivo nei periodi di forte stanchezza. È purificante e molto trasversale. Poi amo correre. Quando sono lontano da casa sogno di poter correre nelle campagne di Montalcino. La corsa mi trasmette l’equilibrio. 

HAI TATUAGGI?

Non ne ho ancora fatti. Ma nel 2016, con una compagna di corso, abbiamo deciso scaramanticamente che quando entrambi saremmo diventati Master of Wine allora ci saremmo fatti tatuare due lettere, ma in zone non troppo visibili.

QUAL È IL TUO SCRITTORE PREFERITO?

Da ragazzo adoravo Gianni Rodari. Oggi amo la forte tecnica di Ken Follett.

LA PRIMA CANZONE CHE HAI DEDICATO ALLA TUA COMPAGNA?

“E ti vengo a cercare” di Franco Battiato.

COSA BISOGNA AVERE NELLA VITA?

Bisogna avere tanta energia e trovare la chiave giusta per scaricarla. Inoltre determinazione e nessun preconcetto, nessun pregiudizio: questa è la chiave per nutrire le relazioni, che sono la cosa più importante.

Pin It on Pinterest

Share This