Fabio Mecca, sogni ambiziosi

da | 14 Apr 2021 | Confidential, News

Fabio Mecca

“Voi fate sogni ambiziosi: successo, fama. Ma queste cose costano ed è proprio qui che cominciate a pagare, col sudore!”

Forse proprio la citazione della maestra Lydia Grant – la frase più nota del telefilm ” Saranno famosi”, che ha fatto sognare intere generazioni di ragazzi e ragazze – è quella che meglio si addice per introdurre Fabio Mecca. In lui una grande ambizione, quella sana, basata sul duro lavoro, fatta di sfida prima di tutto con se stesso. Un uomo dall’animo sensibile ma al contempo risoluto, una persona con valori profondi, ben radicati, che mira a migliorare costantemente il suo essere e il suo vino. Perché, come dice lui stesso, “Fare vino è la mia vita, non saprei fare null’altro se non l’enologo; vengo da una famiglia di vignaioli e rappresento la quarta generazione di una famiglia che crede nel territorio, nel vino e nella terra. Ho scelto di intraprendere il percorso della consulenza perché non mi sono mai dato un limite sulle mie possibilità di fare il vino, ascoltare persone e visitare vigneti”.

CHI È FABIO MECCA?

Sono un ragazzo ambizioso, determinato, alla continua ricerca della qualità in tutto ciò che faccio.

CREDI DI PIÙ NEL TALENTO INNATO O NEL DURO LAVORO?

Sicuramente nel duro lavoro.

COS’È PER TE IL VINO?

È la mia vita, l’elemento che mi accompagna da sempre, da quando seguivo mio nonno in cantina. È il motore che ha azionato tutta la mia vita e che mi ha portato ad essere quello che sono.

HAI UN SOGNO ANCORA DA REALIZZARE?

Sì, vorrei fare vino in California. Questa terra era considerata l’eldorado, dalla mia generazione, significava la svolta nella professione. Tanti miei colleghi, appena diventati enologi, hanno raggiunto la California. Io, invece, ho trovato subito lavoro in Italia, ho cominciato a lavorare con Roberto Cipresso appena terminati i miei studi. Oggi mi piacerebbe fare consulenze all’estero.

QUALI SONO I TUOI VALORI, LE TUE MOTIVAZIONI E LE TUE PRIORITÀ.

I miei valori sono la lealtà, l’amicizia e la fedeltà in senso lato. Ciò che mi motiva è il voler fare un ottimo vino in ogni territorio d’Italia. La mia priorità è la mia donna, Antonella, e i nostri figli, Giuseppe, Carmen e Roberta.

A CHI VUOI DIRE UN “GRAZIE”?

A chi non ha creduto in me, a chi nel 2006 mi ricordò che ero solo un aiuto-enologo.

QUAL È IL TUO PIATTO PREFERITO?

I rigoli alla lepre che cucino io.

LUCI ED OMBRE DEL MONDO DEL VINO.

Le luci sono quelle del sole e della natura, che portano poi alle luci della ribalta. Le ombre sono rappresentate dalle varie fazioni, dalle invidie tra consulenti, molto invisibili, ma sempre presenti. Dalle ombre sto sempre molto lontano… nessuno mi ha aperto la strada lavorativa, quindi mi considero un uomo libero e vado avanti da solo sul mio percorso professionale.

IN COSA CREDI?

Credo nell’amicizia, nella famiglia, fermamente in Dio e nel motto “chi lavora aspetta premio”.

DOVE VUOI ARRIVARE?

Fin dove mi sarà possibile. Non mi pongo né limiti né obiettivi.

TRA I TUOI VINI QUAL È QUELLO CHE DEVO ASSOLUTAMENTE PROVARE?

Il “Don Anselmo” della Cantina Paternoster, per me il vino del cuore, quello a cui devo tutto, cui mi ispiro, che ha segnato la mia carriera e la mia vita.

QUAL È LA TUA CANZONE DEL CUORE? A CHI VUOI DEDICARLA?

“Ma che film è la vita” dei Nomadi. La dedico a chi mi vuole bene.

COSA VUOL DIRE ESSERE ENOLOGO IN UNA TERRA COME LA BASILICATA?

Vuol dire essere ambiziosi e determinati. La Basilicata è una regione piccola, ma con grandi sfaccettature.

COSA TI ASPETTI DA CHI, COME ME, DEVE COMUNICARE L’ENOLOGO FABIO MECCA?

Mi aspetto che vada nel profondo, che percepisca l’emotività che metto nel raccontarmi e che sappia coniugare le mie passioni, le mie emozioni e le mie qualità umane e professionali.

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