Dario Stefàno

da | 26 Feb 2021 | Confidential, News

Dario Stefàno è un uomo carismatico, galante e sensibile. Ma anche passionale. Dotato di un grande fascino personale. Una dote naturale, quasi genetica non facile da trovare in una persona. Qualcosa di innato appunto, o si ha o non si ha. Una persona carica di charme. Un vero e proprio incantesimo come la parola francese suggerisce, che rapisce il cuore e la mente di tutte le persone che vengono a contatto con lui. Napoleon Hill, uno dei primi produttori del moderno genere letterario del successo personale, diceva “Nessuna persona sciatta e poco affascinante può diventare un punto di riferimento per gli altri. Chi comanda deve farsi rispettare e chi obbedisce non rispetta un capo che non ha una personalità sufficientemente attraente”.

CHI È DARIO STEFANO?

Un uomo del Sud, stra – innamorato della sua terra, e della sua famiglia, nei confronti della quale prova ad onorare, ogni giorno, anche a distanza, i propri doveri. In questo senso sono fortunato ad avere accanto una donna speciale, Paola, con la quale vivo la gioia di due figli meravigliosi: Dante e Daria che mi fanno impazzire. Ci sosteniamo a vicenda. Tutti e tre mi aiutano a sentirmi un padre presente, nonostante l’impegno istituzionale mi tenga lontano per gran parte della settimana e spesso anche nei week end. Tornando all’amore per la mia terra, è cosi forte che, qualche anno fa, ho scelto di mettere in stand by il mio percorso lavorativo – ero manager di importanti realtà imprenditoriali e dirigente confindustriale – per abbracciare quello della politica e delle istituzioni, perché sentivo di dover fare qualcosa in più per il mio territorio, di impegnarmi al di là del mio recinto personale. Ho avuto l’opportunità, con Nichi Vendola alla guida della Puglia per due mandati, di vivere un’esperienza indimenticabile, come assessore regionale all’Agricoltura, che mi ha permesso di fare qualcosa di concreto per la mia terra, di imprimere un’accelerazione alla voglia di protagonismo della comunità pugliese. Dopo la Puglia è arrivato l’impegno a Roma, al Senato: ma anche da lì, pur con una funzione legislativa ed una visione più nazionale, mi sforzo di declinare impegno e attività sulle coordinate della mia comunità. Alcune leggi approvate hanno valore storico, penso a enoturismo ed oleoturismo.

COME NASCE LA TUA PASSIONE PER IL VINO?

È una passione che affonda le radici nel mondo degli affetti e dell’infanzia, quando il nonno materno mi portava a vendemmiare con lui, coinvolgendomi in questa esperienza produttiva faticosa ma affascinante. Un vigneto di famiglia, piccolo ma capace di tenerci tutti coinvolti in quella vicenda straordinaria che è la produzione del vino, la vendemmia ma non solo. Una passione che poi è riesplosa nell’impegno politico già da quando, da poco eletto in regione ma non ancora assessore regionale, i produttori vollero condividere la preoccupazione per una possibile decisione che l’Unione Europea avrebbe preso di lì a poco, autorizzando la produzione di vini rosati semplicemente miscelando bianchi e rossi. Ne nacque una battaglia straordinaria, con la quale riuscimmo a sventare quel pericolo, che avrebbe cancellato un pezzo di storia produttiva e culturale della mia terra. Mi misi alla testa di una battaglia vinta.

HAI DECISO DI DIVENTARE PRODUTTORE. PERCHÈ LA SCELTA DEL VINO ROSATO? 

In realtà io amo definirmi “non produttore”, anche per il grande rispetto che nutro verso chi lo è veramente, contribuendo a fare grande il nome della Puglia nel mondo intero. Diciamo che ho voluto assecondare un sogno che accarezzavo da tempo, affascinato sempre più da questo mondo di cui ho conosciuto da vicino uomini, valori, storie e generosità durante la mia esperienza assessorile. Ma ho voluto assecondare anche le sollecitazioni di tanti produttori pugliesi che mi volevano “in campo” in questa veste, per proseguire un impegno condiviso. Tra queste sollecitazioni, poi, Riccardo Cotarella, a suo modo, mi ha consegnato motivazioni e sensibilità  a cui non sono stato in grado di resistere… 

Ho prima comprato un piccolo vigneto, nell’areale della DOC salentina del Negroamaro, a cavallo tra le provincie di Brindisi e Lecce, per poi cimentarmi con una piccola produzione di Tacco Rosa: un rosato, che rappresenta la mia grande passione. Perché è il simbolo, a mio avviso, della storia agricola della mia terra: un tempo non c’era famiglia che non producesse il suo rosato. Ed anche da assessore regionale, ho voluto da subito legare il mio impegno oltre che alla doverosa valorizzazione dei vitigni autoctoni, allora ancora troppo timida, anche a questa tipologia enoica. Tant’è che arrivammo ad ideare e realizzare il primo Concorso nazionale dei Rosati d’Italia, che è riuscito a riaccendere motivazione dei produttori, non solo pugliesi, e interesse da parte della stampa nazionale e non. Peccato che col cambio del governo regionale nel 2015 si sia lasciata morire un’esperienza straordinaria che, credo invece, andrebbe comunque recuperata. 

IN QUALE VESTE TI VEDI NEL TUO FUTURO?

Sono abituato a ragionare per step, l’unica certezza è che vorrei riuscire ad essere un genitore all’altezza del ruolo educativo a cui sono chiamato, una delle cose più difficili in questa nostra epoca “complicata”.

QUANTO TI PIACE IL TUO LAVORO?

Considero l’impegno nelle istituzioni sì un lavoro, seppur temporaneo – guai a sentirsi rappresentanti istituzionali a vita! – ma anche una grande opportunità. Mi sento un privilegiato, non solo per l’onore di rappresentare il mio territorio nel luogo più alto delle Istituzioni, ma anche per avere la possibilità di fare qualcosa di concreto per rispondere alle istanze della mia comunità. Quando ci si riesce, infatti, la soddisfazione è grandissima. Anche se confesso che la politica, soprattutto nei partiti, è un luogo in cui spesso le passioni, anche le più autentiche, vengono messe a dura prova da un rituale antico, quello di non riconoscere le competenze ma solo le fedeltà al capo. Una volta eletti, sembra quasi si annullino i background personali e questo spesso porta persone prive di competenze in ruoli che invece le richiederebbero eccome. E questo ci fa perdere grandi occasioni…

DI COSA TI STAI OCCUPANDO ATTUALMENTE?

Sono Presidente della Commissione Politiche europee del Senato, un ruolo che mi onora ricoprire e di cui avverto una forte responsabilità, considerato il passaggio storico che stiamo vivendo. La mia Commissione, infatti, dalla quale passano tutti i pareri di compatibilità e sussidiarietà con il quadro europeo, insieme alla commissione Bilancio è incaricata del passaggio parlamentare del Recovery Fund, un piano straordinario di risorse e di strumenti con cui l’Europa ci consegna la possibilità di uscire da una crisi senza precedenti a cui ci ha condannati la pandemia da Covid, ma anche – e soprattutto – con cui gettare le basi perché le future generazioni possano avere maggiori opportunità delle attuali. Ho l’ambizione di seguire con scrupolo e responsabilità un compito delicatissimo e strategico al tempo stesso, perché ci consente di dimostrare, definitivamente, che l’Europa è la nostra casa e non il nostro nemico come hanno provato a urlare, per troppo tempo, i sovranisti. 

VIAGGI: DAMMI IL PRIMO CONSIGLIO CHE TI PASSA PER LA MENTE.

In macchina, magari tornando a guidare come ormai faccio pochissimo, verso uno dei tanti e meravigliosi itinerari enoturistici che il nostro Paese offre. Spesso siamo ammaliati da località esotiche, lontane, ma l’Italia è un giacimento incredibile di bellezza, arte, gusto, paesaggi unici, che spesso siamo i primi noi italiani a non conoscere. L’enoturismo ha la capacità di tenere insieme tutto questo con una poesia e un’intensità di emozioni, che possono rendere davvero il viaggio un’occasione per “evadere” ma anche un arricchimento.

UN REGALO IMPORTANTE CHE RAPPRESENTI LA PUGLIA PER UN PERSONAGGIO INTERNAZIONALE, COSA SCEGLIERESTI? 

Sarò prevedibile: un buon vino. Anzi una bella confezione con le incredibili sfumature che i nostri vitigni autoctoni rossi possono assumere quando vinificati in bianco per produrre un rosato: una meraviglia che conquista già la vista, poi il naso e infine il palato, con un turbinio di sensazioni ed emozioni indelebili.

CENA DI LAVORO E CENA DI PIACERE: SU QUALI VINI CADE LA TUA SCELTA?

Lascio volutamente da parte i rosati, per non sembrare monotono, anche se faccio un po’ fatica… Dunque, per la cena di lavoro sceglierei un vino bianco, magari delle bollicine provenienti dai diversi territori italiani: ormai la qualità è cresciuta tanto negli ultimi anni anche al Sud, che oggi possiamo contare su prodotti un tempo impensabili. Per la cena di piacere, inizierei sicuramente con uno spumante da vitigni autoctoni – negroamaro, primitivo o nero di troia – per poi procedere con un rosso importante, ovviamente molto dipende dal menu, ma il nostro Paese per fortuna vanta uno scrigno di etichette che ha pochi eguali al mondo, non c’è che l’imbarazzo della scelta.

COS’È SECONDO TE L’AMORE?

Il più grande valore, perché significa sapersi prendere cura dell’altro, condividere difficoltà e accettare limiti e fragilità di chi si ama. È difficile ricomprenderlo in una spiegazione, poiché è qualcosa che supera la razionalità, la colora di emozioni individuali, di passioni, ma anche di un impegno che non procura fatica e che non pretende cose in cambio. E che restituisce gioia.

DESCRIVITI CON TRE AGGETTIVI

Stacanovista, ordinato (fino all’ossessione), appassionato. 

QUAL ERA IL TUO PIÙ GRANDE SOGNO DA BAMBINO?

Da bambino ero attratto dalla professione dell’architetto, perchè mi affascinava la creatività di chi sa rendere vivibili i sogni delle persone. Poi però, crescendo, via via si è definita l’attrazione per il mondo dell’impresa, quale impegno attraverso cui mettere insieme materia primaria e organizzazione di risorse umane per dare sostanza a produzioni finali in grado di soddisfare bisogni. Ma anche come luogo per sviluppare cooperazione, socialità, scambi reciproci, relazioni, esperienze.

QUAL È LO SCOPO DELLA TUA VITA?

Vedere i miei figli diventare adulti, con la testa sulle spalle, fieri delle loro scelte di vita, con lo sguardo rivolto al futuro ma con i piedi piantati bene nella loro cultura, nelle proprie identitá. Per un genitore penso sia il massimo. 

COSA SIGNIFICA FARE BUONA POLITICA?

Lavorare in maniera appassionata e senza tentennamenti per dare risposte vere, concrete e utili ai problemi di un territorio, provando però nel contempo ad avere uno sguardo lungo, capace di mettere in campo idee e proposte in grado di generare una prospettiva di crescita, solida e duratura, per intere comunità e non per un singolo, magari se stesso. Come diceva qualcuno, un buon politico è colui che opera con lo sguardo rivolto alle nuove generazioni e non alle prossime elezioni.

IL PIÙ GRANDE POLITICO DI TUTTI I TEMPI? IL MIGLIOR ENOLOGO DI TUTTI I TEMPI?

Difficile indicare un politico da considerare grande per ogni tempo. Per le cose che ho detto poco fa, Aldo Moro è una figura che mi ha molto affascinato, per il suo non fermarsi a sognare l’integrazione fra culture o provenienze diverse, ma che ha provato a praticarla. Nei tempi più recenti, un politico che si è dimostrato capace di guardare lontano è stato certamente Barack Obama, per il suo impegno contro pregiudizio e discriminazione in un disegno comunque vocato al progresso ed alla crescita.

Anche per l’enologo è difficile sceglierne uno, ma volendo restare in terra pugliese Severino Garofano è stato certamente un grande professionista e un visionario, che ha insegnato ai produttori pugliesi a sognare. Oggi, certamente una figura di riferimento assoluto è Riccardo Cotarella, per aver saputo dare a questa professione una visione internazionale, capace di superare il perimetro del vino, portando dentro a questo mondo straordinario della enologia, l’arte, la cultura e la storia dei differenti territori. Un professionista straordinario ma anche un grande visionario.

SCEGLI UNA CANZONE DA DEDICARE A TUTTE LE DONNE 

Se mi consenti, vorrei anche qui sceglierne due. La prima per mia moglie Paola, alla quale dedicherei “La Cura” di Franco Battiato, una canzone che spiega bene l’essenza dell’amore e che supera la prova del tempo. La seconda è “Guai”, del mitico Vasco Rossi, che vuol essere un consiglio: quando le cose in una coppia vanno male, non sempre la colpa è di lui…..

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