Come accogliere i turisti in cantina: lo storytelling

da | 18 Mag 2020 | News

Storytelling

Storytelling per l’accoglienza in cantina: come raccontarsi in modo convincente e avvincente per trasformare i turisti del vino in clienti fedeli.

Chiunque può diventare bravissimo nell’accoglienza in cantina. Basta prendere sul serio questa attività e prepararla in anticipo, magari sfruttando i periodi senza visitatori quando è possibile sedersi e riflettere su quello che distingue una specifica cantina da tutte le altre. Infatti il turismo è basato sull’unicità. Solo le cose uniche, vere e irripetibili valgono il viaggio e aprono il cuore dei winelovers.

LE PICCOLE REGOLE DA RICORDARE PER LO STORYTELLING IN CANTINA

Partiamo dal primo consiglio; il cliente sceglie i vini, come il visitatore sceglie la cantina in cui andare, partendo dal confronto con gli altri che conosce.
Per questo bisogna che ogni produttore abbia ben chiari i suoi propri punti di forza, le cose in cui << è il migliore>> e impari a raccontarle come uno storytelling da collegare strettamente al proprio brand. Questo è il “racconto dei racconti”, il principale e caratterizzante dell’azienda, quasi un “tormentone” da ripetere fino a farlo incollare all’immagine della cantina come fosse la scheda segnaletica.

IL RACCONTO CHE CONTRADDISTINGUE LA CANTINA DEVE ESSERE

• Semplice e breve
• Capace di evidenziare il punto di forza che rende unica una cantina
• Basato su valori condivisibili
• Coerente con gli altri messaggi emessi dalla cantina
• Ripetuto


Accogliendo il turista in cantina dovremo confermargli, nelle esperienze e nei racconti, che trova tutto quello che si aspettava e persino di più.
Le spiegazioni in forma di racconti – lo storytelling principale e gli altri che narrano l’azienda – devono essere brevi, semplici, veri ed esposti con vivacità perché annoiare avrebbe effetti devastanti. Se le narrazioni sono poche e ben raccontate, si incolleranno stabilmente nella memoria di chi ascolta, creando anche un legame emotivo con luoghi, persone e bottiglie.
Ed eccoci ad accompagnare il nostro visitatore fra tini e botti. Arriviamo al secondo consiglio. La tecnica dello storytelling chiede di trasformare ogni informazione in un esempio concreto o un aneddoto esemplificativo, ma …. Attenzione a non esagerare!

COSA EVITARE RACCONTANDO LA CANTINA AI TURISTI

• dare troppe informazioni
• parlare troppo a lungo
• dire ovvietà o frasi generiche
• dire male dei concorrenti
• divagare su altri argomenti
• ripetersi senza tener conto delle tendenze
• concettualizzare
• usare il gergo tecnico
• usare frasi al negativo

Mi ripeto, puntare su quello che ci rende “eccezionali” sulla propria storia vera, unica e irripetibile. Gran parte dei visitatori hanno visitato altre aziende enologiche, spesso in zone diverse del mondo; molti di loro pensano che le cantine siano “tutte uguali” e varcano la nostra porta aspettandosi la solita filastrocca su come viene prodotto il vino e quella specifica denominazione. Sorprendiamoli raccontando cose diverse. Soprattutto prepariamo per lui esperienze particolari che solo lì e in nessuna altra cantina sono possibili.

L’IMPORTANZA DEI VALORI FONDANTI DELLA CANTINA, I VALORI CHE LA LEGANO A CHI HA LE STESSE CONVINZIONI

Infine puntiamo sui valori, le scelte etiche, prima ancora che tecniche, su cui si fondano le persone, l’azienda e i suoi vini. Sono queste scelte sull’ambiente, sulla solidarietà, sull’eccellenza qualitativa che creano il legame più forte fra voi e i visitatori, fra i vini e i loro consumatori.
Mai prima d’ora le scelte etiche delle persone vengono proiettate nelle scelte alimentari e poi sovresposte diffondendole on line. Una rappresentazione di sé che passa attraverso il cibo e il vino da comprare così come le cantine da visitare. Per questo evidenziare i valori fondanti di ogni produttore diventa un modo per trovare clienti e persino divulgatori che rendono virali le foto del suo incontro con lui.

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