Col Vetoraz: il capolavoro delle Colline di Valdobbiadene

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Nascere tra le maestose colline di Valdobbiadene è solo l’inizio della storia di Col Vetoraz. 

La cantina, fondata nel 1993, è il frutto dell’unione di quattro elementi chiave: il territorio, la tradizione centenaria della famiglia Miotto, l’innovazione enologica e la passione. Un’azienda che oggi si erge come un punto fermo nell’identificazione e nella qualificazione di questa magnifica terra.

Il Terroir Unico

Col Vetoraz si trova a quasi 400 metri di altitudine, nel punto più alto del colle che porta il suo stesso nome, parte delle celebri colline del Cartizze. Questa è l’area da cui ha origine il prestigioso vino prodotto dalla cantina. Si tratta di terreni ricchi di scheletro, di calcare , di silicio, quindi terreni ideali per la produzione di eleganza e raffinatezza.

La famiglia Miotto, che si è insediata qui nel 1838, ha iniziato fin dall’inizio la coltivazione della vite. Nel 1993, Francesco Miotto, l’agronomo Paolo De Bortoli e l’enologo Loris Dall’Acqua hanno unito le forze per creare l’azienda attuale, che è cresciuta rapidamente, raggiungendo in soli 25 anni il vertice della produzione di Valdobbiadene Docg, sia in termini qualitativi sia in termini quantitativi.

La Cantina Col Vetoraz vinifica più di 2.300.000 kg di uva Docg in un solo anno, da cui vengono selezionate 1.250.000 bottiglie vendute. Sorprendentemente, solo il 20% dell’uva vinificata proviene dai vigneti di proprietà della famiglia Miotto. Il resto è conferito da ben 72 piccoli viticoltori di fiducia, che si impegnano a coltivare le vigne rispettando i criteri qualitativi stabiliti dall’enologo e dall’agronomo di Col Vetoraz, e che sono stati selezionati nel corso degli anni

Col Vetoraz è impegnata in una raccolta d’uva molto al di sopra delle sue necessità (circa il 30-35% in più), prediligendo l’area con terreni calcarei e silicei di origine miocenica, che offrono le migliori caratteristiche per la produzione di uva di qualità. Gli standard di produzione sono elevati, con un’attenzione costante alla qualità. 

La raccolta dell’uva è effettuata rigorosamente a mano, a causa dell’estrema pendenza del territorio, che può superare il 70%, una vera e propria “viticoltura eroica”. Questa pratica è anche una misura per evitare ferite alla vite causate dalla raccolta meccanica, che potrebbero comprometterne la salute.

Le uve provenienti da tutti i diversi vigneti (la cantina raccoglie l’uva di 102 vigneti) vengono vinificate separatamente, consentendo all’enologo di valutare in profondità le reali potenzialità di ciascun lotto prima dell’assemblaggio delle grandi cuvée. 

Per fare questo lavoro  l’azienda ha sei presse di piccole e medie dimensioni (si tratta di presse pneumatiche “soffici” che permettono di far uscire il mosto ad una pressione molto bassa), e poi 125 serbatoi all’interno della cantina, per poter tenere separate le partite che solo in un secondo momento vengono assemblate per creare appunto le cuvée.  

Affascinante ascoltare l’enologo Dall’Acqua che racconta i passaggi di selezione e di assemblaggio, un gioco tra chimica e passione; i processi di fermentazione, prima e seconda, che portano il vino a diverse gradazioni successive; e i travasi speciali ravvicinati, via di mezzo tra travasi classici e battonage, una tecnica speciale della cantina, fondamentale per l’ottenimento della pulizia aromatica e degli elementi strutturali che poi andranno a costituire l’ossatura del vino che finirà in bottiglia.

Un tocco distintivo è che tutti i vini Col Vetoraz sono senza trattamenti, nemmeno chiarificanti, neamnche i classici chiarificanti naturali quali gelatine albumine…

E’ una scelta legata al mantenimento dell’integrità della materia prima che secondo l’enologo è uno dei passaggi fondamentali per raggiungere la qualità migliore:

“perché i trattamenti del pre e post vinificazione sono fatti per semplificare la vita in cantina, perché quando si eliminano le situazioni di instabilità siamo più tranquilli durante il percorso di conservazione, ma questi trattamenti portano ad un impoverimento della materia prima soprattutto a livello proteico e coloidale”.

Tutto ciò è dichiarato anche in etichetta con la dicitura “vino senza collaggio”.

E tutte queste attenzioni sono votate al raggiungimento di quello che secondo Dall’Acqua è il “triangolo della perfezione” del vino: equilibrio, armonia ed eleganza. Tre caratteristiche che unite diventano la chiave della piacevolezza (non solo per il vino!).

L’azienda utilizza esclusivamente il vitigno Glera, componente base del Prosecco, per produrre i suoi spumanti. Anche se il disciplinare richiede che il Prosecco contenga almeno l’85% di Glera, Col Vetoraz utilizza il 100% di questa varietà, senza aggiungere altre uve. Questo rigore e l’attenzione ai dettagli contribuiscono alla qualità distintiva dei loro vini. Tuttavia, la cantina ha scelto di non etichettare i suoi prodotti come “Prosecco” ma come “Valdobbiadene Docg”, in un gesto di rispetto per la storia e la tradizione di questo territorio unico.

La distinzione tra Prosecco Docg e Prosecco Doc può risultare confusa per i consumatori. Questa situazione è nata con la riorganizzazione delle Denominazioni del Prosecco nel 2009. La decisione di estendere le aree di produzione del Prosecco ha portato a una sovrapposizione tra le due denominazioni, generando confusione tra i consumatori, soprattutto per quelli esteri che “non sanno nemmeno dove si trova il Veneto!”.

Per Col Vetoraz, l’etichettatura come “Valdobbiadene Docg” è un modo per preservare l’identità territoriale di questo straordinario vino e il lavoro scrupoloso e appassionato di generazioni di viticoltori.

Pertanto la cantina dal 2017 ha rinunciato definitivamente al termine Prosecco a favore di  “Valdobbiadene Docg” per difendere un’identità territoriale unica, che come sottolinea Dall’Acqua è il vero senso del terroir, ossia l’unione, il legame, la convivenza di terra, persone, clima, tradizioni…

La scoperta di questi racconti è ideale con una visita guidata in cantina nella sede panoramica di S. Stefano di Valdobbiadene, un luogo straordinario sulle Colline del Cartizze, dove è possibile partecipare a degustazioni e percorsi formativi. 

Col Vetoraz è molto più di una cantina vinicola; è una storia di amore per la terra, di rispetto per la tradizione e di passione per l’arte dell’enologia. 

La cantina rappresenta un esempio di come la storia, la natura e l’ingegno umano possano fondersi per creare vini eccezionali. 

Un viaggio nelle colline di Valdobbiadene e una scoperta dell’anima di questo territorio unico, nella bellezza e nella tradizione, diventano un’opportunità per assaporare il meglio di questa affascinante regione. 

Di Nadia Toppino

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