Carlos Santos e Amorin Cork Italia, due miti

da | 24 Ott 2021 | News

Amorin

Il premio Nobel Mohan Munasinghe ha indicato Amorim fra i 10 migliori esempi mondiali di equilibrio virtuoso fra l’attività umana e la natura.

Questa è Amorim, leader mondiale nella produzione di sughero. Quercus suber quercia da sughero un albero che sopravviveva agli incendi grazie a una corazza di sughero e oggi ci dona uno dei più formidabili isolanti presenti in natura. La quercia è un albero generoso che vive generalmente 200 anni e offre la sua corteccia all’uomo per 15 – 18 volte. A 43 anni e alla terza decordicatura produce sughero per tappi da vino.

CARLOS SANTOS E LA AMORIM CORK ITALIA

Il Portogallo, patria di Amorim, è il maggior produttore mondiale di sughero. Questa azienda ha creato, con le foreste e l’industria del sughero, un’economia sostenibile che aiuta l’ambiente ed è sempre più circolare. L’ultimo gradino è il riutilizzo dei tappi usati per prodotti oggetti di design <<Molti pensano che il materiale riciclato possa servire solo per realizzare oggetti brutti>> ha detto Carlos Santos Amministratore Delegato di Amorim Cork Italia alle Donne del Vino in visita alla mostra “Suber second life” a Conegliano Veneto << invece è possibile creare quasi delle opere d’arte come “susta” cioè molla in lingua veneta, disegnata da Michele De Lucchi di AMDL Circle che è stato esposta alla Biennale di Venezia 2021>>.  Ma Carlos ha anche un altro sogno <<far tornare nelle cantine il sughero usato  e trasformato in oggetti di design>> chiudendo un cerchio virtuoso di economia circolare che parte dai boschi, protegge l’affinamento dei grandi vini e poi diventa un arredo raffinato per sale di degustazione e enoteche.

Un progetto che le Donne del vino del Friuli Venezia Giulia hanno già condiviso raccogliendo tappi usati e che, nei miei desideri, <<dovrebbe estendersi a tutte le socie d’Italia>>. Un modo per sostenere Amorim e Carlos Santos nel loro impegno “etico” per un futuro più sostenibile.

LA TECNOLOGIA AL SERVIZIO DELLA NATURA E DEL VINO

Il 18 ottobre, guidate da Cristiana Cirielli,  le Donne del Vino hanno visitato gli impianti della Amorim Cork Italia a Conegliano Veneto scoprendo un esempio di etica e di tecnologia al servizio del vino e dell’ambiente. Per capire l’approccio di Amorim basta dire che ha creato gli attrezzi che alleggeriscono il lavoro di chi decortica le querce ma contengono sensori che permettono di capire dove incidere in base allo spessore del sughero e al flusso di linfa proteggendo anche la salute degli alberi.

I progetti ND Tech e VSR – neutralità sensoriale- hanno creato una sorta di “naso” elettronico che trova i tappi contaminati con TCA che rilascia nel vino il perfido “odore di tappo”  insieme ad altri 150 composti volatili presenti nel sughero, tale tecnologia ha reso i tappi Amorim testati al 100%.  A questo si affianca l’impegno a favore dell’impronta carbonica Carbon Footprint per ridurre la produzione di CO2 che parte dalle foreste di querce e arriva nel bicchiere  con l’ambizione di fare percepire ai consumatori <<il momento in cui stappano una bottiglia di vino come un gesto d’amore verso l’ambiente e la società>>.

STAPPARE UNA BOTTIGLIA DI VINO E’ UN GESTO D’AMORE VERSO L’AMBIENTE

Ed ecco che la presentazione di Amorim proposta da Carlos Santos si conclude con una frase di Andy Warhol genio rivoluzionario del secondo Novecento <<credo che avere la terra e non rovinarla sia la più bella forma d’arte che si possa desiderare>>. Grazie Amorim!

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