Un viaggio esperienziale per conoscere l’Italia e il mondo attraverso l’universo del vino

Bicchieri da vino in tavola, il galateo

bicchieri
22 Feb, 2021

Un piccolo galateo dei bicchieri da vino. Come si dispongono sulla tavola e quando si levano i calici adatti per apprezzare le prelibatezze di Bacco

Le regole sono poche e semplici: i bicchieri da vino vengono disposti da destra a sinistra. Il vino per l’antipasto è il primo a destra e quello per il dessert l’ultimo a sinistra. Meglio usare un bicchiere senza stelo per l’acqua in modo da rendere più facile la sua identificazione.

MEGLIO USARE LE COPPETTE PER L’ACQUA E I CALICI PER TUTTI I VINI

Un tempo il bicchiere per l’acqua era il più grande, ma con l’arrivo dei calici da vino di notevole dimensione è stato necessario trovare un’alternativa più pratica anche per non ingombrare troppo la tavola.

Chi è abituato al vecchio galateo della tavola, tuttavia, spesso versa l’acqua nel calice dei grandi vini rossi trovandosi poi in grande imbarazzo.

In effetti i nuovi bicchieri da vino sono più voluminosi e ingombranti di quelli “vecchio stile” ma anche molto più facili da lavare. Ricordo come un incubo i cristalli molati o incisi di cinquant’anni fa così scomodi da rimanere quasi sempre chiusi negli armadi e questo li perpetuava di generazione in generazione diventando un ingombro di cui nessuno sapeva cosa farsene.

BASTA CON IL TIMORE REVERENZIALE VERSO I CALICI DI CRITALLO, SONO INDISPENSABILI PER GUSTARE IL VINO

Oggi i prezzi dei calici in cristallo da vino sono enormemente diminuiti ed è possibile acquistare “cristalli sonori” a meno di quattro Euro al bicchiere. C’è dunque un rapporto molto meno reverenziale verso la cristalliera e apparecchiare la tavola ha perso quella magia da rito religioso di un tempo.
A me piace mettere tutti i bicchieri in tavola prima di far sedere i commensali, ma questo mi costringe a limitare i calici a quattro-cinque a persona e quindi gli assaggia a quattro-cinque vini. Non è un male, i pasti con sterminate degustazioni, come usavano un tempo, sono considerate fuori luogo nella logica healthy del nuovo millennio. Per evitare gli abusi e aumentare gli assaggi bisognerebbe usare le sputacchiere, ma queste sono assolutamente da escludere a tavola.

CAMBIO BICCHIERI SI, CAMBIO BICCHIERI NO

Se comunque gli assaggi sono più di quattro meglio far togliere il calice all’estrema destra, dopo che è stato versato il vino successivo, per poi metterne uno pulito da usare subito dopo. La successione dei vini diventa più complicata e richiede dei sommelier e dei camerieri davvero esperti che muovono i bicchieri e servano le bottiglie senza sbagliare una mossa. E’ fattibile ma solo se il personale di sala è molto capace.
Sono contraria a togliere i bicchieri dopo che è stato versato il vino successivo. In realtà è così che andrebbe fatto per impedire che la sala da pranzo si riempia degli effluvi di Bacco, ma questo rende più spoglia la tavola e non mi piace. Il compromesso è far portare via solo il primo, o al massimo, i primi due calici a destra, quando non servono più.

QUANDO IL CALICE DEL VINO DA DESSERT ROVINA LA SCENOGRAFIA

La dimensione dei calici aumenta di altezza e volume – da destra verso sinistra – fino al bicchiere dei grandi rossi. I vini da dessert vengono serviti in quantità più limitata rispetto ai 50 Cl che costituiscono il normale dosaggio delle altre tipologie. Per questo il bicchiere che accompagna il dolce ha una coppa più piccola rispetto agli altri. Le cristallerie risolvono il problema allungando lo stelo, ma l’effetto visivo risulta comunque poco armonico sulla tavola apparecchiata e quindi, se non amate i vini dolci, come me, potete usare bicchieri da dessert più piccoli e meno problematici da lavare nascondendoli accanto alla coppetta per l’acqua e lasciando i grandi calici da rosso ad abbellire la tavola apparecchiata. Capisco che è un’interpretazione della mise en place, da produttrice di Brunello, ma provate e vedrete che il colpo d’occhio della tavola è più bello.

Altri articoli che potrebbero interessarti

Poker d’Assi 31

Poker d’Assi 31

Per il Poker d’Assi 31 parto dalla cantina Cà di Rajo, una consolidata tradizione vinicola, punto fermo della zona del Piave.

Poker d’Assi 30

Poker d’Assi 30

Per questo Poker d’Assi 30 parto dall’azienda Celli di Bertinoro, gestita fin dal 1965 dalle famiglie Sirri e Casadei.

Poker d’Assi 29

Poker d’Assi 29

Per il Poker d’Assi 29 parto da una regione che ha dato molte soddisfazioni al mondo vitivinicolo italiano: il Friuli.

Pin It on Pinterest

Share This