Bernardino Sani, il vino è scambio di passioni

da | 9 Nov 2020 | Confidential, News

Bernardino Sani

Bernardino Sani, classe 1980, è l’amministratore delegato di Argiano, storica cantina di proprietà di Andrè Santos Esteves, banchiere di 45 anni che figura nella classifica di “Forbes” come il 14° uomo più ricco del Brasile e il 329° del mondo. Il giovane Sani è dotato di grande intelligenza visionaria e di un intuito fuori dal comune, uniti a una grande ambizione e tanta voglia di fare. “Il vino prepara i cuori e li rende più pronti alla passione”, diceva il grande Ovidio. Mentre per Bernardino Sani il “vino è scambio di passioni”, è un grande mezzo di comunicazione e incontro. 

CHI E’ BERNARDINO SANI?

Sono un enologo di quarant’anni. Nato a Siena, laureato in Enologia e viticoltura presso l’università degli studi di Firenze con tesi su un incrocio Syrah-Grenache, svolta presso l’Istituto universitario Ensam/Inra di Montpellier. Ho passato tanti anni in giro per il mondo. Dal 2012 ho cominciato la mia avventura ad Argiano, prima come direttore commerciale, poi come amministratore delegato nel 2014, e dal 2015 anche come enologo.

COME NASCE LA TUA PASSIONE PER IL VINO?

Sono cresciuto a Siena, in mezzo ai vigneti. Mio zio allevava cavalli, e ho sempre amato la campagna. Ho sempre pensato che il vino sia uno dei più grandi strumenti di comunicazione e di incontro, uno scambio di passioni. Ho realizzato il mio sogno grazie al vino: vivere in campagna viaggiando.

COSA VUOL DIRE PER TE ESSERE ENOLOGO?

In questo momento l’enologia è riuscire a portare in fondo il grande lavoro della vigna e del territorio, quindi risponderei dicendo “riuscire a creare dei vini rispettosi della storia, della cultura e del territorio”. Ad Argiano, ad esempio, abbiamo iniziato dalla vigna eliminando i fertilizzanti chimici, poi è nato un progetto di micro-zonazione per capire quali fossero le vigne più vocate per fare il Brunello, e infine abbiamo iniziato a fare un lavoro in cantina che fosse il più rispettoso possibile del territorio e del Sangiovese. 

QUAL È LA CARATTERISTICA PRINCIPALE DEI VINI DI ARGIANO?

Sicuramente l’eleganza. Grazie al terroir in cui crescono le nostre uve otteniamo vini potenti, ma anche freschi grazie all’argilla e al calcare. Vini simmetrici e bilanciati.

COSA SPERI CHE DICANO LE PERSONE CHE BEVONO I TUOI VINI?

Innanzitutto spero che finiscano la bottiglia, poi che li considerino vini rappresentativi del territorio. E mi auguro anche che mentre bevono riescano ad immaginare i paesaggi senesi.

CHI È LA PERSONA PIÙ IMPORTANTE DELLA TUA VITA?

Nella mia vita ci sono state e ci sono molte persone importanti. Innanzitutto mio padre, il mio modello di vita; nella mia vita professionale il ragionier Virano. Poi la passione della mia vita… mia moglie.

QUAL È LA TUA CANZONE DEL CUORE?

“Angie” dei Rolling Stones.

UN UOMO DEL MONDO DEL VINO CHE STIMI?

Direi il ragionier Vigano e Paolo Vagaggini, grande esperto di Sangiovese.

QUAL È LA COSA PIÙ FOLLE CHE TU ABBIA FATTO?

Decidere nel 2010 di trasferirmi a St Maarten, nelle Antille, per lavorare come key account specialist per un importatore che distribuisce grandi vini di tutto il mondo nelle isole Antille.

UNA SERATA DA NON DIMENTICARE

Spero che ve ne siano ancora molte con i buoni e veri amici, bevendo vini italiani e francesi.

CON CHI PASSERESTI UN GIORNO, UNA SETTIMANA, UN MESE?

Un giorno direi con il vulcanico Luca Gardini. Una settimana insieme ai miei migliori amici. Un mese insieme a mia moglie.

AGLI AWARDS 2020 FOOD AND TRAVEL ITALIA È STATO PREMIATO IL BRUNELLO DI ARGIANO. COSA DIRESTI DELL’EVENTO A CHI NON C’ERA?

La doppia emozione: personalmente il riconoscimento di un lavoro durissimo, poi anche che è stato un evento perfetto, con una partecipazione entusiastica che è in questo momento un segnale di speranza assoluta. Un evento che ha unito eccellenza, amicizia, amore, creatività… in poche parole, un evento esaltante.

DI COSA HA BISOGNO OGGI SECONDO TE IL MONDO DELLA COMUNICAZIONE DEL VINO?

Bella domanda… Di uscire dal cerchio di chi se la canta e se la suona da solo. Non deve più essere una comunicazione fatta dagli stessi soggetti e per gli stessi soggetti. Ora più che mai, in un mondo che sta cambiando, l’universo del vino deve uscire da certi confini, parlando una lingua internazionale, comunicando in maniera diretta. La comunicazione oggi deve collegare il vino al territorio e alle persone.



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